Scoperti sette pianeti su cui può esserci la vita: annuncio choc della Nasa

C’è vita su Marte? No, anche se qualche canzone, una in particolare, di David Bowie, qualche dubbio ce lo aveva messo. Eppure secondo la Nasa la vita potrebbe esserci altrove, più lontano, su altri sette pianeti su cui è teoricamente possibile che sia germogliata qualche forma di esistenza. L’annuncio arriva dall’agenzia spaziale americana, che parla della scoperta – da parte di un team internazionale di scienziati . di un sistema, a quasi 40 anni luce dalla Terra,  fatto di pianeti che, per la loro temperatura, possono ospitare sulla loro superficie acqua liquida e potrebbero quindi essere compatibili con la vita. «Alla ricerca di vita altrove, questo sistema è da oggi la nostra migliore scommessa», sintetizza uno degli autori della scoperta, Brice-Olivier Demory, professore alla University of Bern’s.

L’ipotesi della Nasa: un mondo “gemello”, come il nostro…

Il risultato della ricerca è stato pubblicato online su Nature. La scoperta dei pianeti, della stessa dimensione della terra o
più piccoli, apre nuovi scenari per la ricerca della vita nell’Universo. Sono stati individuati dai telescopi intorno a TRAPPIST-1, una stella nana rossa nella costellazione dell’Acquario, e si trovano nella cosiddetta fascia di abitabilità, e potrebbero quindi ospitare acqua allo stato liquido, ingrediente fondamentale per lo sviluppo della vita. Un pianeta extrasolare o esopianeta potrebbe somigliare molto alla Terra e spesso la ricerca di esopianeti coincide con la ricerca di mondi in grado di ospitare una forma di vita extraterrestre, mondi gemelli del nostro

Kepler-22, distante approssimativamente 600 anni luce dal Sistema Solare, è stato ad esempio il primo esopianeta di tipo terrestre -classificato tra le Super Terre -ed è stato scoperto ad orbitare nella zona abitabile del proprio sistema nel 2011. In precedenza un traguardo storico era stato la scoperta del 1000º pianeta conosciuto è stato raggiunto il 22 ottobre 2013, con l’annuncio di 11 pianeti gioviani caldi da parte del progetto SuperWASP. Ma da allora in avanti altra strada è stata fatta osservando l’Universo. Tanto che si è arrivati alla scoperta del 2000º pianeta extrasolare: Kepler-406 b, scoperto nel 2014 e confermato il 25 novembre 2015, nell’ambito della missione Kepler.