Scienza o fantascienza? La fonte della giovinezza non è più una leggenda

La ricerca della fonte della giovinezza potrebbe essere arrivata alla fine. Un gruppo di scienziati russi e svedesi ha appena pubblicato uno studio che si annuncia come rivoluzionario, grazie ai risultati di un lavoro congiunto condotto tra Lomonosov Moscow State University e Università di Stoccolma. L’articolo, pubblicato su Aging, mostra in che modo un composto a base di un antiossidante artificiale – mescolato nell’acqua – è stato in grado di rallentare l’invecchiamento in un gruppo di topolini geneticamente modificati e programmati per diventare vecchi e morire prima del tempo. Non solo, la ricerca ha già prodotto delle speciali gocce oculari anti-età (approvate in Russia), e si sta sperimentando una formulazione da bere che, spiegano i ricercatori, potrebbe essere approvata entro 2-3 anni. Ma di che si tratta? Gli scienziati hanno sperimentato con successo un nuovo composto, chiamato SkQ1 e mirato ai mitocondri, le centrali energetiche della cellula. L’antiossidante è stato sviluppato alla Moscow State University dal più citato biologo russo: Vladimir Skulachev. Gli esperimenti sono stati condotti su un ceppo speciale di topi geneticamente modificati creati in Svezia: una singola mutazione introdotta nel loro genoma comporta una mutagenesi accelerata nei mitocondri. Questo – riferiscono i ricercatori – porta i mutanti a un invecchiamento accelerato, e gli animali vivono meno di un anno, contro i 2 e più dei topolini normali. La mutazione, infatti, promuove lo sviluppo di molti difetti legati all’età, associati proprio all’attività mitocondriale e all’iperproduzione di radicali liberi.

Uno studio avvera la leggenda di Ponce de Leon

Nell’esperimento, a partire dall’età di 100 giorni un gruppo di topi mutanti è stato trattato con piccole dosi di SkQ1 (circa 12 microgrammi), aggiunte alla loro acqua da bere. Il composto doveva proteggerli dai sottoprodotti tossici dei mitocondri. Un altro gruppo di animali ha bevuto solo acqua. Le differenze tra i due gruppi sono diventate evidenti a partire dai 200-250 giorni. Gli animali del gruppo di controllo sono invecchiati rapidamente, come previsto. Mentre il composto ha rallentato questo processo in modo notevole nei topolini trattati. Secondo Skulachev, creatore di SkQ1 e co-autore di questo studio, “si tratta di un lavoro molto prezioso sia dal punto di vista teorico che pratico. In primo luogo, dimostra chiaramente il ruolo chiave delle specie reattive dell’ossigeno prodotte dai mitocondri nel processo di invecchiamento dei mammiferi. Allo stesso tempo, il nostro studio apre la strada al trattamento dell’invecchiamento con antiossidanti mirati ai mitocondri. Siamo inoltre molto onorati – evidenzia lo studioso – di collaborare in questo progetto con scienziati svedesi di spicco come Barbara Cannon e Jan Nedergaard”. I risultati non sono rimasti sulla carta: il team di Skulachev sta già sviluppando una serie di prodotti farmaceutici a base di SkQ1. Il primo medicinale – Visomitin gocce oculari – è già approvato e commercializzato in Russia, e ha superato la fase II di sperimentazione negli Stati Uniti. Ma è stata studiata anche una forma orale di SkQ1 (simile a quella utilizzato negli esperimenti suddetti), attualmente in fase di sperimentazione clinica in Russia. In caso di risultati positivi, il farmaco anti-aging da bere potrà essere approvato entro 2-3 anni.