Sanremo, lo scenografo del Festival smentisce: mai ricevuto avvisi di garanzia

Sembrava che dopo le polemiche sui lauti compensi garantiti al conduttore Carlo Conti, e dopo l’annuncio a sorpresa dell’arruolamento a costo zero di Maria De Filippi, le notizie sul festival scarseggiassero per quantità e qualità. Almeno quelle succulente. E invece…

Sanremo, lo scenofrago del Festival indagato?

E invece lo scoop arriva, e dalle colonne de La Verità – il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro – con articoli intitolati “Stecche a Sanremo. Avviso di garanzia allo scenografo preferito di Conti” e “L’architetto a peso d’oro da 22 trasmissioni l’anno”. Ma la sorpresa dura poco: a stretto giro, infatti, arriva la smentita del diretto interessato, lo scenografo del festival di Sanremo, Riccardo Bocchini, il quale tramite il suo legale ha fatto sapere «di non aver ricevuto alcun avviso di garanzia»; «di non essere mai stato ufficialmente informato di essere coinvolto in indagini» e, infine, di «non aver commesso alcun illecito nei confronti della Rai».

Il legale dello scenografo smentisce e chiede la rettifica

Come anticipato, allora, a precisare quanto riportato dal quotidiano è intervenuto il legale di Bocchini, l’avvocato John R. Paladini, che in riferimento ai due articoli apparsi sul quotidiano diretto da Belpietro – e per i quali l’avvocato ha chiesto ufficialmente la rettifica – ha smentito notizia e passaggi. Di più: riguardo i due servizi – in cui si sostiene che Bocchini «sarebbe stato raggiunto da un avviso di garanzia dalla Procura di Roma perché il suo nome sarebbe comparso a più riprese negli interrogatori di due imprenditori di forniture televisive, finiti in manette per avere elargito mazzette agli uomini della Rai» – smentendo le informazioni riportate Paladini ha anche affermato: «I predetti articoli, contengono notizie distorte e diffamanti riferite al mio assistito, al quale sono stati ingiustamente attribuiti fatti e circostanze del tutto inveritieri». Smontando le ipotesi riportate su La Verità in merito all’inchiesta della Procura di Roma sugli appalti Rai, iniziata circa due anni fa.