Sanremo, Alessio Bernabei va in finale alla faccia dei politicamente corretti

Ha cantato bene, è amato dalla gente ma non dalla categoria dei “politicamente corretti”. Quelli, cioè, col naso all’insù che non perdonano chi ha osato fare qualcosa fuori dal coro. Ma il “voto” anti establishment ha la meglio anche a Sanremo. E Alessio Bernabei è entrato in finale con un grande sostegno del voto popolare e smentendo tutti coloro che lo avevano stroncato.

Stroncato dalla critica senza un particolare motivo artistico

Possa piacere o meno la sua canzone, Alessio Bernabei ha regalato ai suoi fan (che sono molti, come dimostrano le vendite dello scorso anno) un brano in linea con il suo stile. L’esibizione è stata normalissima, senza errori. Ma i grandi “Soloni” musicali dei più importanti quotidiani – alla vigilia e dopo la prima – l’hanno subito sminuito. A prescindere. Tanto che era prevalsa la sensazione che non sarebbe mai passato alla fase successiva con quel 50% del voto riservato alla sala stampa. Le previsioni della vigilia erano funeste. Ma anche dopo la sua esibizione è stato lo stesso. A bocciarlo non solo il Corriere della Sera ma anche La Stampa, che gli ha rifilato un 4 (giudizio sferzante: «Che tristezza»).  Il Fatto gli ha dato 4 e mezzo e ha infierito su di lui persino l’Accademia italiana del Galateo, che come ormai da tradizione è a Sanremo per stilare le sue pagelle. Ebbene, il primo bocciato è proprio lui, Alessio Bernabei: l’idea di mettere uno smoking senza calze è stata davvero “la trovata più fallimentare del Festival. Poteva stupirci con una bella canzone invece che essere ricordato per il cattivo gusto”, sentenzia l’arcigna Accademia.

Bernabei a Sanremo: ecco perché i media lo stroncano

Che cos’ha fatto di male Bernabei? A pensar male, potrebbe esserci una vecchia ruggine che risale alla scorsa edizione del Festival. Ricordate quando per prostrarsi al politicamente corretto, cioè alle nozze gay su cui insisteva la fanfara mediatica, i cantanti in gara si misero il fiocchetto arcobaleno? Ebbene, c’è chi assecondò questo gesto con sobrietà e senza enfasi, come appunto il “famigerato” Bernabei, che invece proseguì dal palco dell’Ariston la sua battaglia contro una rara forma di leucemia, battaglia per lui più urgente, evidentemente. L’ex frontman dei Dear Jack volle  riaccendere l’attezione su Lara Casalotti, che aveva bisogno di “un donatore di cellule staminali che sia idealmente di etnia mista”. Quella della ragazza, una leucemia in forma grave e piuttosto rara. Fortunatamente, grazie alla campagna nata sul web, è stato trovato un donatore. Il “peccato” di Alessio Bernabei fu quello di avere deviato la traiettoria dei riflettori dalla causa “arcobaleno” alle malattie rare. E questo non piacque all’establishmente sanremese, che ha le sue regole… Ecco spiegato il perché non sia un personaggio amato e coccolato dai media che contano, che sono piuttosto freddi con lui. Il voto popolare per ora lo ha salvato.