Sanità, appalti truccati nella rossa Modena: chiesti 50 rinvii a giudizio

Cinquanta richieste di rinvio a giudizio, sia di persone fisiche sia di società. È il risultato dell’inchiesta avviata dai pubblici ministeri Marco Niccolini e Pasquale Mazzei, titolari del fascicolo Last Business, così hanno infatti la maxi inchiesta che ha l’obiettivo di scandagliare una complessa rete di appalti che si presume pilotati, all’interno del sistema sanitario della città di Modena, tra il 2008 ed il 2012. Un affare da milioni di euro, secondo la procura modenese, incardinato sulle tangenti. L’inchiesta è la costola di un’altra indagine sul reparto di cardiologia.

C’è anche l’ex dg del Policlinico di Modena

Tra gli indagati per cui è stato chiesto dai pm il rinvio a giudizio, c’è anche l’ex direttore generale del Policlinico di Modena, Stefano Cencetti. Nell’udienza preliminare, Il gup Eleonora De Marco, ha respinto la richiesta degli avvocati difesori di distribuire il processo in diversi territori, il processo si terrà a Modena.

Tangenti anche nella rossa Emilia-Romagna

L’inchiesta, simile purtroppo a tante altre che quotidianamente scoperchiano i vari pentoloni della corruzione, apre uno squarcio nella gestione della sanità in una regione, l’Emilia-Romagna, da sempre considerata una delle più efficienti e funzionanti. Intendiamoci: non è un’inchiesta, le cui risultanze per altro saranno decise solo dall’eventuale processo, a poter gettare un’ombra sinistra sul lavoro che quotidianamente portavano avanti medici, paramedici e dirigenti. Resta tuttavia la sorpresa, tutta politica, che anche nella rossa Modena della rossa Emilia-Romagna, stando almeno alla richiesta dei pm, sono le tangenti a far camminare gli appalti.