San Valentino festa degli innamorati? Macché, delle statistiche

E basta! Lasciate San Valentino agli innamorati (e se il termine è alquanto demodè fatevene una ragione), agli amanti etero e omo ed evitiamo di arruolare il santo per farne un santino ad uso e consumo delle statistiche. Non ce ne voglia perciò il sottosegretario Cosimo Ferri se ci permettiamo di rispedirgli infiocchettata la dichiarazione con cui ha approfittato della festività per discettare di «stalking» e «violenza di genere», di «prevenzione» e «repressione», di «deterrenza» e di «vittimizzazione» sciorinando dati e statistiche fino alla scontata conclusione «si impone uno sforzo maggiore da parte di tutti». Ma fosse il solo. San Valentino, chissà perché, accende la fantasia degli statistici. Addirittura Federcoopesca è arrivata a scoprire che per tre toscane su quattro la cena ideale è di pesce. E sa persino che lo chef di casa è il partner. E il sesso? Poteva mai mancare un sondaggio sul tema nella festa dedicata all’amore? Nessuna paura: ci pensa l’Ipsos con una classifica che pone gli italiani al vertice dell’Europa in tema di seduzione. Grazie soprattutto alla performance degli over 65. Il sondaggio li ha inseguiti fin sotto le lenzuola scoprendo che per ogni 3,20 di loro che si dichiara innamorato, uno scopa come un mandrillo. Altro che tenere carezze da terza età. Ma non solo siamo quelli che “lo fanno meglio” come orgogliosamente rivendicano alcune t-shirt, ma anche quelli che in omaggio a San Valentino investono di più per fare conquiste. Lo certifica il Meetic, leader europeo nei servizi d’incontri. Un’autorità nel campo dei corteggiamenti: circa sei italiani su dieci, il 57 per cento per l’esattezza, è disposto a sborsare più soldi per un regalo o una cena romantica pur di far subito “colpo” su di una lui o una lei. Latin lover mica per niente. Ma c’è anche chi l’amore lo manifesta con i fiori. E a questi pensa Coldiretti che ha stimato in 8 milioni gli italiani tornati al classico omaggio floreale, senza trascurare – udite udite! – che la ricerca di ricette piccanti al naturale nei menu della cena a lume di candela è tornata «in primo piano». Un dubbio atroce a questo punto mi assale: riusciremo più a festeggiare San Valentino senza farlo sapere almeno al fisco?