Romania, via il decreto salva-corrotti dopo quattro giorni di proteste

La piazza anti-corruzione di Bucarest, dopo quattro giorni, ha convinto il governo del premier socialdemocratico Sorin Grindeanu a fare marcia indietro. Così il decreto che puntava a depenalizzare alcuni reati di corruzione è stato ritirato (in particolare fissava a una cifra pari a 44mila euro il limite sotto il quale non poteva configurarsi il reato di malversazione). 

La piazza contro i corrotti

I cittadini rumeni di Bucarest erano insorti perché negli ultimi anni i magistrati avevano avviato decine di inchieste sugli abusi di funzionari e politici, tra i quali spicca proprio il leader dei socialdemocratici Liviu Dragnea, già condannato a due anni di reclusione per frode elettorale e sotto processo per abuso d’ufficio. L’accusa dei manifestanti era appunto che il decreto salvacorrotti fosse ritagliato appositamente sul caso di Dragnea. Accuse respinte dal premier che tuttavia ha ritenuto di piegarsi alle ragioni della protesta. 

La richiesta di nuove elezioni 

L’indignazione popolare si è tradotta nella più grande protesta di piazza dopo quella che portò alla caduta di Ceaucescu  e del regime comunista nel 1989, con circa 250mila persone scese in strada ogni notte da martedì. Nonostante la retromarcia del premier migliaia di persone hanno continuato a urlare “ladri” e “traditori” contro i politici sotto la sede del governo.  I manifestanti più ingtransigenti chiedono le dimissioni del governo e nuove elezioni, nonostante il partito socialdemocratico sia al potere da appena un mese, dopo le parlamentari di dicembre. Manifestazioni parallele sono state organizzate in altre città.