Romania, 250mila in piazza contro il governo socialista: «Aiuta i corrotti»

C’è addirittura chi parla di rischio-golpe in Romania, e probabilmente è un’esagerazione, anche se la gente è esasperata. Ma è un fatto che oltre 250 mila persone hanno nuovamente manifestato a Bucarest e in altre città della Romania per chiedere le dimissioni del governo e il ritiro del decreto d’urgenza sulla depenalizzazione dell’abuso d’ufficio e di altri reati di corruzione. Di fronte alle massicce proteste popolari, il governo socialista apre alla possibilità di ritirare il  decreto che riduce le pene per i corrotti. “Potremo avere colloqui sul ritiro”, ha detto il leader del Psd, Liviu Dragnea, al sito rumeno DC News, spiegando di voler evitare una situazione di scontro. Le sue parole sono giunte mentre altre migliaia di persone si stanno riunendo a Bucarest per una nuova marcia di protesta e altre manifestazioni sono previste in tutto il Paese.

Il governo della Romania costretto alla retromarica

Insediatosi il 4 gennaio il governo a guida socialista ha introdotto dopo poche settimane un decreto ad effetto immediato che abolisce il carcere per episodi di corruzione sotto i 200mila lei (circa 44mila euro). Il testo depenalizza completamente alcuni casi di corruzione, fra cui quelli fra membri della stessa famiglia. In un Paese dove la corruzione rimane un problema centrale, il decreto ha generato un’ondata di indignazione ed è stato stigmatizzato dall’Unione Europea. La legge potrebbe favorire anche Dragnea, che mantiene una forte influenza sul governo ma non vi può sedere perché accusato di corruzione. Già tre petizioni sono state presentate alla Corte Costituzionale contro il decreto.