Roma, cinque famiglie sinti avevano un patrimonio da 30 milioni di euro

Imponente operazione dei carabinieri a Ladispoli e a Cerveteri. Sequestrati beni dal valore di 30 milioni di euro nei confronti di cinque famiglie di etnia sinti, accomunate da stretti vincoli familiari e gravate da numerosi precedenti penali. Avevano dato vita a un’associazione per delinquere attiva sia nel Lazio che in note località turistiche del territorio nazionale e estero. La misura è stata emessa dal Tribunale di Roma nei confronti dei capifamiglia, che risultano tutti sconosciuti al fisco. Si tratta in sostanza di tre ceppi familiari di origine sinti che si sono successivamente fusi in un unico gruppo familiare stanziatosi definitivamente a Cerveteri (Roma) fin dagli anni ’80.

Le indagini sulle famiglie sinti

Il provvedimento scaturisce dagli esiti di un’attività investigativa avviata nel 2016 dal Centro Operativo Dia di Roma e diretta ad individuare possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nell’hinterland capitolino, che ha consentito di accertare, oltre alla pericolosità sociale dei citati soggetti, anche evidenti profili di sperequazione tra il patrimonio posseduto e i redditi dichiarati dagli stessi. Il valore dei beni oggetto di sequestro ammonta a oltre 30 milioni di euro, che riguarda, in particolare, 23 immobili, tra cui 9 ville di
lusso (alcune con piscina e campo di calcetto annessi), terreni agricoli, ditte individuali, società, numerosi veicoli e conti correnti.