Roma, albanese licenzato ruba le attrezzature all’ex-datore di lavoro

 

È stato il desiderio di vendetta di un cittadino albanese di 24 anni, licenziato dal suo datore di lavoro, a
mettere in ginocchio una ditta edile della Capitale, che da un giorno all'altro si è ritrovata senza neanche un attrezzo per continuare i 
lavori di ristrutturazione di un edificio in via Somalia, nella zona del quartiere africano.

Dopo la denuncia sporta dal responsabile della ditta edile, sono stati gli agenti del Commissariato Vescovio, diretti da Andrea Sarnari, ad incaricarsi 
delle indagini.
Gli investigatori sono partiti dalle dichiarazioni di un testimone che la notte del furto ha detto di aver notato, mentre 
rincasava, un furgone di colore bianco parcheggiato proprio di fronte all'edificio.

Dopo aver estrapolato le immagini da una telecamera di videosorveglianza installata in una via adiacente, gli agenti hanno controllato i
furgoni simili a quello segnalato dal testimone. Proprio da un accurato controllo sugli intestatari dei veicolo sospetti, si è giunti
alla scoperta di un particolare che ha dato la svolta alle indagini.
Uno dei furgoni, risultato di proprietà di un cittadino straniero, nei mesi scorsi era stato fermato dalla polizia e, oltre al
conducente, a bordo del furgone gli agenti avevano identificato altre due persone tra cui A.N., albanese di 34 anni, poi risultato essere un
operaio licenziato dalla ditta edile che aveva subito il furto.

Gli investigatori hanno cercato di individuare l'albanese, che aveva spesso cambiato dimora, nei luoghi da lui solitamente frequentati. 
Bloccato, è stato accompagnato negli uffici del commissariato Vescovio dove nel corso delle indagini, lo stesso ha ammesso le sue 
responsabilità giustificando il gesto per il risentimento verso il suo ex-datore di lavoro.
Alla fine degli accertamenti A.N. è stato denunciato per il reato di furto.