Risale la tensione in Siria: Ankara contro Mosca per i soldati uccisi

L’esercito turco ha smentito categoricamente di aver fornito coordinate “sbagliate” ai jet russi che ieri hanno colpito per errore un’area della Siria provocando la
morte di tre soldati di Ankara. Secondo le forze armate turche, i militari colpiti si trovavano in quella zona da circa 10 giorni. “L’8 febbraio – si legge in una nota dell’esercito di Ankara – dopo che è stato sparato un razzo da una regione controllata dalla Russia contro un punto dove si trovavano elementi amici, le coordinate di quel punto sono state di nuovo trasmesse al personale responsabile del centro operativo di Hmeimim (dove si trova una base russa, ndr)”. Allo stesso tempo, è aggiunto nel comunicato, l’attaché militare russo ad Ankara è stato invitato al quartier generale dello Stato Maggiore e gli sono state fornite le coordinate.

Ankara contesta la versione del Cremlino

Secondo, invece, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, i raid russi di ieri in Siria aventi come obiettivo i militanti dell’Is e altri gruppi terroristici intorno alla città di al-Bab sono stati condotti sulla base delle coordinate fornite dalla Turchia ed “i soldati turchi non avrebbero dovuto essere lì”. I raid russi di ieri in Siria e che hanno provocato la morte di tre soldati turchi sono stati condotti sulla base delle coordinate fornite dalla Turchia ed “i soldati turchi non avrebbero dovuto essere lì”. Lo ha reso noto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, riferendosi all’incidente avvenuto ieri durante i bombardamenti che avevano come obiettivo i militanti dell’Is e di altri gruppi terroristici intorno alla città di al-Bab. Peskov ha ricordato che il presidente Vladimir Putin ha avuto un colloquio telefonico con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan per fargli le condoglianze per le vittime.