Restano in cella i 2 orchi: padre e “fidanzato” che facevano prostituire una disabile

Nemmeno la parola orchi basterebbe più per poter definire i contorni disumani palesati da due uomini in uno dei casi di cronaca più sconcertanti degli ultimi tempi. E il caso è quello dell’operaio di Spoleto (Perugia) e del 32enne romeno, arrestati in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare per sfruttamento della prostituzione e violenza sessuale. I due, questo l’aggiornamento della notizia che fa riferimento a un reato scoperto e sanzionato quattro giorni fa, resteranno in cella.

I due orchi restano in cella

Dunque, secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Spoleto, i duefacevano prostituire una ragazza di 26 anni affetta da deficit cognitivo. Il padre l’avrebbe minacciata di cacciarla di casa se lei non avesse incontrato i clienti che lui stesso le procurava, mentre il “fidanzato” straniero, sfruttando l’infatuazione che la giovane vittima dimostrava per lui, la minacciava che l’avrebbe lasciata. Ieri il tribunale del Riesame ha depositato l’ordinanza con cui rigetta la richiesta di scarcerazione o di sostituzione della misura con una meno afflittiva.Una storia da contorni a dir poco raccapriccianti, quella che arriva da Spoleto e a cui per fortuna l’intervento dell’Amra ha posto fine, che denuncia aberrazione e cinismo, crudeltà e vigliaccheria. Come altro spiegare, del resto, e giustificare un padre che faceva prostituire la figlia, affetta da un deficit mentale e per questo seguita dal centro di salute mentale? Come arrivare a comprendere il sodalizio abietto e criminale stretto dal genitore della vittima con il ragazzo rumeno, abile nello sfruttare a sua volta sentimenti e ingenuitià della ragazza disabile psichicamente?

Una vicenda raccapricciante

A poco, dunque, servirà trovare giustificazioni socio-ambinetali parlando di «profondo degrado»: basta ricordare che, le accuse per cui i due restano in carcere sono di induzione e sfruttamento della prostituzione, aggravati dalle condizioni della ragazza, e di violenza sessuale aggravata: secondo l’accusa, infatti, lo stesso genitore e fidanzato abusavano di lei. E non è tutto: chi sperava – o credeva possibile – un limite all’orrore, si è dovuto ricredere. Nei guai, infatti, è finito anche un albergatore spoletino: l’accusa nei suoi confronti è di favoreggiamento. Molti degli incontri (che il giovane rumeno pubblicizzava anche su un sito di annunci per escort) avvenivano nel suo albergo alle porte della città, cui ora è stata ritirata la licenza. A conferma del fatto che, il giro d’affari che il padre e il fidanzato della ragazza gestivano fin troppo attivamente, e in alcuni casi, si è ipotizzato, addirittura in concorrenza tra loro, era vasto e vario: anche per questo, al momente, è al vaglio degli inquirenti anche la posizione dei clienti: considerate le condizioni della vittima, rischiano anche loro qualche addebito.