Renzi verso le dimissioni. Ora vuole il congresso per non farsi impallinare

Matteo Renzi ha sempre più fretta, sa bene che la permanenza del governo Gentiloni e le baruffe dentro il Pd, con lo spauracchio della scissione, potrebbero essergli fatali. Dopo settimane di incertezza e stop and go, l’ex premier avrebbe deciso le prossime scadenze per non farsi rosolare a fuoco lento dai suoi avversari interni.

Renzi verso le dimissioni

Stando alle ricostruzioni del Corriere della Sera Renzi potrebbe dimettersi dalla segreteria già lunedì per aprire subito la stagione congressuale che dovrebbe concludersi a fine marzo. E poi andare alle urne appena è possibile. Avrebbe deciso di piegarsi, insomma, alle richieste della minoranza dem (che ha già uno o più candidati alla segreteria del Nazareno) e persino del suo staff dopo la Caporetto del referendum. Se le cose andassero così per l’ex rottamatore si aprirebbe una stagione difficile: dietro l’angolo c’è il redde rationem tra le varie anime del Pd.  Una resa dei conti tardiva, forse, ma necessaria. Renzi, messo alle strette, è costretto a rivedere la sua leadership nel partito  ad accelerare i tempi del congresso che entro aprile dovrà scegliere il nuovo segretario. Non è ancora chiaro se si procederà in un turno unico o in due tornate, quello che è certo è che Renzi venderà cara la pelle.

Il rottamatore vuole le elezioni al più presto

Il congresso a primavera servirà certamente a chiarire i rapporti di forza; il passo successivo nelle intenzioni di Renzi dovrebbero essere elezioni politiche anticipate: a giugno, se il governo di Paolo Gentiloni riuscirà ad apportare delle minime modifiche alle norme elettorali in grado di rendere i sistemi di Camera e Senato più omogenei, anche senza un passaggio parlamentare. E su questo fronte l’ex premier è in “sintonia” con le oppposizioni che dalla nomina di Gentiloni a Palazzo Chigi chiedono di restituire la parola agli elettori