Renzi fa retromarcia: “Elezioni previste nel 2018”. Gentiloni può stare “sereno”?

Elezioni anticipate? Renzi fa retromarcia. “Le elezioni sono previste a febbraio del  2018, se Gentiloni vorrà votare prima lo deciderà lui”.  Renzi sceglie il salotto di  Fabio Fazio Che tempo che fa  per lanciare questo  “rassicurante” messaggio per l’attuale premier. Non è che poi finirà come con Enrico Letta, quando Matteo gli consigliò di stare “sereno” proprio mentre si apprestava a colpirlo con una pugnalata alle spalle? Il fatto è che il Renzi di oggi è decisamente più debole del Renzi del 2014. Alla scissione di Bersani, D’Alema e Speranza, si unisce forse l’oscuro presagio che le primarie potrebbero non rivelarsi per lui una passeggiata. Sulla carta, in base ai sondaggi, Renzi può contare su una gradimento del 60% tra i sostenitori del Pd. Ma c’è l’incognita Franceschini.

Renzi usa toni concilianti con il governo

Renzi usa comunque toni concilianti con il governo. L’Italia, dice,  non “ha mai subito procedure di  infrazione” da parte dell’Ue e “io sono convinto che questo dovrà  continuare, spero e credo che il governo non debba mai fare procedure  di infrazione. Sotto questo profilo è giusto che Padoan abbia tutte le rassicurazioni”.  L’ex premier si dice anche “fiducioso che Gentiloni e Padoan riusciranno insieme a fare un buon lavoro”.

La furia di Renzi contro D’Alema

Renzi abbandona però i toni soft quando parla di D’Alema. E’ qui che il leader del Pd sfoga tutta la sua furia. “A me dispiace molto” la scissione,  “perché abbiamo fatto di tutto per evitare che chiunque se ne andasse, ma la mia impressione è che si trattasse di un disegno già scritto,  ideato e prodotto da Massimo D’Alema”.  E poi la sfida:  “Non andartene, non scappare, corri alle  primarie, facciamo le primarie insieme e vediamo nel Pd chi ha più  consensi e più voti”.

Indagine Consip: “Fiducia nella magistratura, ma che i processi siano veloci”

Altro tema spinoso per Renzi è quello dell’indagine per gli appalti Consip, che vede indagato il padre, Tiziano, per concorso in traffico di influenze. Renzi esprime la sua “fiducia” nella magistratura, ma si augura che i processi siano veloci. “Per mio padre – ha sottolineato il  segretario del Pd  – che ha comunque la possibilità di difendersi non è un grande dramma, ma io penso alle tante persone che hanno il diritto di avere processi  in tempi certi.