Rapporto Tecnè: gli italiani non hanno fiducia e ripiegano nel privato

Diminuisce la fiducia nella situazione economica del Paese e nella possibilità che cresca l’occupazione anche se migliora la soddisfazione personale. È il risultato del rapporto Tecnè 2016 sulla qualità dello sviluppo messo a punto per la Fondazione Di Vittorio, l’istituto per la ricerca Cgil.

Tecnè: in Italia aumenta la sfiducia

Il rapporto descrive un’Italia che cresce poco con la ricchezza sempre più concentrata e un ripiegamento nella sfera privata mentre si riduce la dimensione pubblica. L’indice generale sulla qualità dello sviluppo diminuisce da 100 a 99 con un peggioramento nel Nord (da 110 a 109 il Nord Ovest, da 115 a 113 il Nord Est), e nel Centro (da 103 a 102) mentre il Mezzogiorno resta comunque in ritardo rispetto al resto del Paese (fermo a 85). E se la soddisfazione personale e la fiducia interpersonale registrano 103 punti, si segnala un crollo per la fiducia economica (76). Nel complesso gli standard abitativi scendono da 100 a 98 punti (Trentino a 122).

Cittadini ripiegati nel privato

E ancora secondo il Rapporto Tecnè si frequentano meno gli amici e si passa meno tempo fuori casa, ma si è più soddisfatti del tempo libero. La dinamica segnala un «ripiegamento nel privato e un indebolimento della propensione sociale partecipativa». Si parla più di politica ma si ascoltano meno i dibattiti, cala la partecipazione agli eventi collettivi ma cresce l’interesse individuale nei confronti di ciò che accade nel Paese. E la politica – si legge nella ricerca – diventa sempre più un’attività da poltrona, assumendo nuove forme di partecipazione immateriale. Aumentano le forme di solidarietà non partecipativa: crescono quanti sono disponibili a dare un aiuto economico ma diminuiscono quanti sono disponibili a dare un aiuto pratico e diretto.

Bene il Trentino e il Veneto

Nel complesso le tre regioni migliori dal punto di vista della qualità dello sviluppo sono il Trentino Alto Adige (136), il Friuli V.G. (113) e il Veneto (112). Le regioni che registrano l’indice più basso per la qualità dello sviluppo sono Campania, Sicilia e Calabria. Solo il 31% dl campione pensa che la situazione economica dell’Italia migliorerà nei prossimi 12 mesi (era il 44% nel 2015) e se si guarda alla situazione personale appena l’11% si attende un miglioramento (era il 13%). Solo il 24% pensa che l’occupazione crescerà (era il 31% nel 2015).