Primarie del centrodestra, Alemanno e Storace: il Polo sovranista parteciperà

Parteciperà anche il Polo sovranista di Gianni Alemanno e Francesco Storace alle primarie dell’8 e 9 aprile annunciate da Matteo Salvini. A spiegarlo sono stati i due leader, presentando il congresso di fondazione del nuovo movimento, che si terrà dal 17 al 19 febbraio, al Marriot Park Hotel di Roma. «Berlusconi farebbe malissimo a sottovalutarle, non si può pensare che il leader si scelga in una stanza», ha commentato Storace. 

Tre tappe per il nuovo centrodestra

Nomi non ne sono stati fatti, anche perché, come ha spiegato Alemanno, prima devono essere definite le regole. Poi «vedremo se presentare un nostro candidato o sostenerne uno», ha precisato il leader di Azione nazionale, chiarendo che le primarie sono uno dei «tre stadi» in cui si deve organizzare il centrodestra. Il primo è la creazione di una «casa comune della destra». Il secondo, la definizione del «polo del sovranismo responsabile, che non si riconosce nel Ppe, per un’Europa dei popoli e delle nazioni». Infine, le «primarie aperte a coloro che si sono ritrovati nel No al referendum sulla riforma costituzionale e quindi FI, Idea di Quagliariello e Popolari di Mauro». 

«Berlusconi si misuri con le primarie»

È stato invece Storace e lanciare una provocazione nei confronti di Berlusconi: «Dice che 200 milioni di italiani hanno votato per lui. Dunque, gli sarebbe anche facile vincerle, le primarie. Ci si misuri… Certo, preferirei un candidato un po’ più giovane. Mica dall’altra parte abbiamo Giorgio Napolitano». Per Storace, inoltre, «con il Pd in crisi e M5S alle prese con i propri fallimenti, per il centrodestra ci sarebbero strade spianate, se non ci fosse l’egoismo di qualcuno. Berlusconi – ha sottolineato ancora Storace – non può pensare che la leadership si scelga nel chiuso di una stanza».

Sì alla Fiamma, no alla parola «destra»

Prima di partecipare alle primarie il nuovo movimento di destra è, però, chiamato all’appuntamento della sua fondazione, quel congresso durante il quale sarà anche scelto il simbolo. Una prima selezione è già avvenuta tramite un sondaggio online lanciato sul sito creailtuomovimento.it. Ai partecipanti, che sono stati circa 5mila in pochi giorni, è stato chiesto di dare indicazioni circostanziate e di scegliere il simbolo preferito tra una una quarantina di proposte. I risultati del sondaggio dicono che il 63% dei votanti vuole la Fiamma tricolore nel simbolo, che deve contenere anche, per il 45,5% contro il 42,5%, il termine «destra». Bocciati, invece, la fiaccola, il richiamo ad Alleanza nazionale e la parola «patria» (48% contrari, 37,5% a favore), mentre prevale il riferimento alla «sovranità» (51,3%). I partecipanti al sondaggio, inoltre, hanno decretato che né il simbolo de La Destra né quello di Azione nazionale devono essere utilizzati come base grafica per il nuovo simbolo. Infine, una indicazione più generale: meglio definirsi «movimento» (per il 56,2%) che «partito» (che si ferma al 43,8% dei consensi).

Quattro simboli tra cui scegliere

Sulla base delle indicazioni arrivate sono stati poi elaborati 4 simboli, che ora sono a loro volta in votazione. La scelta definitiva, comunque, avverrà al congresso, quando anche i 1500 delegati saranno chiamati a esprimersi sul simbolo definitivo. I candidati sono quattro cerchi accomunati da una fiamma tricolore stilizzata (ma che richiama da vicino quella del vecchio Msi), con le varianti nel nome: Azione nazionale, Azione nazionale per la sovranità, Destra nazionale, Destra nazionale per la sovranità.

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