Prato, denunciò il caporalato: investito da due pakistani per vendetta, è grave

Denunciò presunti episodi di capolarato e per ritorsione è stato investito con un’auto: due cittadini pakistani sono stati arrestati con l’accusa di tentato omicidio volontario in concorso. La vittima è un cittadino marocchino, 50 anni, che ha subito gravissime lesioni. Nella giornata di venerdì scorso il personale della Digos della questura di Prato e della sezione di polizia stradale di Prato ha dato esecuzione ad un provvedimento di fermo emesso dalla Procura della Repubblica a carico di due pakistani, rispettivamente 53 e 57 anni, entrambi residenti a Prato. In base alle indagini coordinate dalla Procura, è stato accertato che i due pakistani sono stati gli autori dell’investimento volontario del marocchino, avvenuto in via Visiana a Prato, lo scorso 30 gennaio, producendo alla vittima fratture gravissime con esiti invalidanti, come hanno spiegato in una conferenza stampa il procuratore capo Giuseppe Nicolosi e i sostituti procuratori Antonio Sangermano e Laura Canovai.

I pakistani accusati di tentato omicidio volontario

Le indagini sull’episodio hanno permesso di appurare come l’investimento stradale sia maturato nell’ambito del fenomeno del caporalato. Il marocchino è stato in passato impiegato in attività lavorativa agricola alle dipendenze dei due pakistani nell’azienda agricola del Forteto. Il marocchino, vittima di sfruttamento, ha subito un grave infortunio sul lavoro il 3 aprile 2016, a causa del quale venne trasportato presso l’ospedale di Prato, dove gli fu riscontrata la frattura della colonna vertebrale a seguito di una caduta. I due pakistani che lo trasportarono in ospedale cercarono di far passare l’infortunio come un incidente domestico, nascondendo le reali circostanze in cui si era verificato. Successivamente il marocchino è stato minacciato anche di morte nel caso in cui non avesse ritrattato quanto denunciato alla polizia. Il cinquantenne, infatti, dopo aver sentito le notizie di episodi di capolarato in aziende agricole del Chianti nei mesi scorsi ha deciso di denunciare anche lui alcuni fatti di sfruttamento. Le minacce contro il marocchino sono andate avanti per settimane, fino a quando lo scorso 30 gennaio i due pakistani lo hanno investito mentre attraversava le strisce pedonali. Nell’urto la vittima ha riportato gravissime lesioni, con una prognosi di una
sessantina di giorni e il ricovero in ospedale. L’auto usata per il tentato omicidio non è stata ancora rinvenuta. Alla guida c’era il cinquantaquattrenne pakistano e accanto a lui il cinquantasettenne connazionale.