Povero Padoan, costretto a chiedere sconti a Bruxelles col Pd alle pezze…

“Non è affar mio”, se la cava il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan  a margine dell’Eurogruppo a Bruxelles, alla domanda se sia preoccupato per le ripercussioni che la scissione nel Pd potrebbe avere sulla tenuta del governo. Ma in realtà è affar suo e anche degli italiani se il nostro Paese va a caccia di sconti in Europa senza avere neanche una maggioranza di governo solida alle sue spalle.

Padoan senza un partito e senza una maggioranza solida

Orfano del partito di maggioranza che sostiene il governo, momentaneamente paralizzato dalla scissione in atto, il ministro del’Economia partecipa oggi all’Eurogruppo, con l’Italia a caccia dei 3,2 miliardi chiesti da Bruxelles. Alla domanda se teme la manovra correttiva chiesta dalla Commissione possa non essere approvata, alla luce della situazione interna al Pd, Padoan ribatte con un po’ di fastidio che “questo va chiesto ai parlamentari del Partito Democratico”. Insomma, un bel pasticcio, con l’Italia in ostaggio di un partito sull’orlo di una crisi di nervi e allo stesso tempo impegnato in Europa nel tentativo di fare la faccia dura alle richieste della Ue di una nuova manovra lacrime e sangue. Un’Europa che vede sgretolarsi sotto i suoi occhi quei principi di unità e di solidarietà che erano alla base di tutti i principi iniziali, ma si tende a minimizzare.  “Non vedo segni di preoccupazione maggiore” per la situazione della Grecia. “Anzi, spero di vedere qualche segno di progresso. Lo vedremo nella riunione dell’Eurogruppo”, dice il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, prima della riunione dei ministri delle Finanze dell’Eurozona a Bruxelles.