Piove su Fillon e i Républicains: Penelope intascò ben due liquidazioni

Nuove rivelazioni sulla moglie Penelope, accusata di aver ricevuto lauti stipendi per impieghi fittizi, rischiano di mettere ulteriormente in difficoltà il candidato del centrodestra François Fillon alle elezioni presidenziali francesi. Secondo un nuovo scoop del giornale satirico Le Canard enchainé, la signora Fillon è riuscita a cumulare due liquidazioni per un totale di 45mila euro da parte dell’Assemblea nazionale. A quanto rivela il giornale nel numero domani in edicola, la prima liquidazione, pari a 16mila euro è stata versata nell’agosto 2002 anche se un mese più tardi la signora Fillon è stata riassunta dal deputato supplente di suo marito, Marc Joulaud. La seconda, pari a 29mila euro, sarebbe stata versata quando la Fillon ha cessato il suo contratto da assistente parlamentare. “I poliziotti non hanno trovato nessun indice materiale del lavoro di Penelope, ma la traccia delle sue liquidazioni”, si legge sull’account twitter del giornale. E il titolo di domani è un gioco di parole comprensibile anche in italiano: “Un’altra prova che Fillon sa incassare”. Una nuova tegola per il candidato alle presidenziali, che ieri si è scusato con i francesi, pur difendendo il lavoro della moglie, e ha dichiarato di voler rimanere in corsa per vincere.

I guai per Fillon non finiscono mai

Ma i guai per Fillon, che ieri aveva diffuso online i documenti sullo stipendio percepito della moglie come gesto di trasparenza, non finiscono qui. Il quotidiano Le Parisien afferma che per un anno e mezzo la signora Penelope ha svolto contemporaneamente due lavori a tempo pieno. Madame Fillon ha infatti lavorato per il magazine La revue de deux mondes da maggio 2012 a dicembre 2013 quasi in contemporanea con un contratto da assistente parlamentare del marito da luglio 2012 e novembre 2013. Secondo fonti vicine all’inchiesta, entrambi i contratti riguardavano lavori a tempo pieno. La cronologia dei fatti spinge gli inquirenti a chiedersi se Fillon non volesse tener nascosto il lavoro della moglie, scrive Le Parisien. Da gennaio 2014, gli eletti sono costretti ad una dichiarazione patrimoniale presso l’Autorità per la trasparenza. Forse è per non doverlo dichiarare che sua moglie ha interrotto il lavoro di assistente nel novembre 2013.