Pinuccio Tatarella: proposta di legge bipartisan per un premio a lui dedicato

Istituire un premio biennale intitolato a Giuseppe Tatarella, “padre della destra democratica italiana e  riferimento per tutto il centrodestra italiano e per i moderati”. Lo  chiede una proposta di legge bipartisan presentata alla Camera, primo  firmatario Antonio Distaso, dei Conservatori e riformisti, e  sottoscritta da deputati di tutti Gruppi: tra gli altri Dario Ginefra, del Pd; Ignazio La Russa, di Fratelli d’Italia; Pino Pisicchio,  capogruppo del Misto; Giancarlo Giorgetti, della Lega; Sestino  Giacomoni e Antonio Palmieri di Forza Italia.

L’importanza della Fondazione Tatarella

Nel testo previste anche misure per sostenere l’attività della  biblioteca e dell’archivio storico della Fondazione Tatarella,  impegnata in numerose iniziative con finalità di solidarietà sociale  nel campo della promozione, della tutela e della valorizzazione di  fatti e documenti d’interesse storico, politico e culturale.

Gli archivi e la biblioteca, viene spiegato nel presentare la proposta di legge, “rappresentano un esempio unico nel Mezzogiorno e nel mondo  politico della destra italiana, sono destinati allo studio della  storia contemporanea con riferimento al movimento della destra  italiana ed europea nonché di tutti i moderati italiani. Entrambi sono meritevoli di sostegno per il potenziamento e il completamento  dell’informatizzazione e dell’automatizzazione nonché per l’apertura  permanente alla pubblica fruizione”. In particolare nella biblioteca sono attualmente presenti almeno ventimila libri consultabili, ma non  ancora digitalizzati e da riordinare per una migliore fruizione.

Tra storia della destra e Mezzogiorno

Tornando al premio, per il conferimento si prevede la  data del 17 settembre, giorno della nascita del ‘ministro  dell’armonia’. L’organizzazione è curata dalla Fondazione, con la  vigilanza del ministero dei Beni culturali.

Per ogni edizione, il Comitato scientifico determina, d’intesa con la  presidenza del Consiglio dei ministri, il tema scegliendolo tra vari  ambiti: storia della destra italiana dalla Repubblica di Salò alla  svolta di Fiuggi e fino all’epoca attuale; nascita della destra  moderna, democratica ed europeista; visione della cultura di governo  della destra; conflitti sociali e lotte politiche tra passato e futuro; destra e Mezzogiorno; cambiamenti istituzionali, regionali e  locali, avvenuti nel Mezzogiorno d’Italia nel ventesimo secolo e  prospettive per il ventunesimo; Bari, la Puglia e la cultura nella  civiltà mediterranea; ideali di giustizia, di solidarietà e di pace in Italia e nel mondo; modelli politici e culturali di destra, del mondo  cattolico e laico e delle realtà monarchiche nella cultura politica e  nella storia nazionale; ruolo storico del Mezzogiorno d’Italia  nell’Occidente e nel Mediterraneo.

La giuria è composta dal presidente, nominato dal ministro dei Beni  culturali tra studiosi di chiara fama nel settore delle scienze
politiche, scelto nell’ambito dell’università, del giornalismo e della politologia italiani; da un rappresentante della presidenza del  Consiglio dei ministri e da uno della presidenza della regione Puglia; da tre studiosi di chiara fama di storia contemporanea e della  politica italiana nominati sempre dal ministro dei Beni culturali.

Previsto per la prima edizione e per il sostegno agli  archivi e alla biblioteca della fondazione un finanziamento di 100mila
euro, mentre per ciscuna delle successive edizioni i fondi ammontano a 50mila euro.

“Valorizzare la figura di Pinuccio Tatarella”

Ad ispirare la proposta di legge, l’intento di “valorizzare la figura  di Pinuccio Tatarella, primo parlamentare di destra dal dopoguerra a  ricoprire il ruolo di vicepresidente del Consiglio, scomparso  prematuramente l’8 febbraio del 1999, potenziando il percorso del
lavoro svolto dal ‘Richelieu pugliese’, nella convinzione della  necessità di mantenere vivo il suo insegnamento politico-culturale,  anche al fine di tramandarlo alle future generazioni non soltanto del  Mezzogiorno e in modo da ricordarne la figura anche per un esame della destra italiana dal dopoguerra ai giorni nostri”.

 “Uomo difficile e solitario -com’è stato definito da Luciano Violante– Pinuccio Tatarella fu unanimemente riconosciuto, anche dagli avversari politici, come un punto di riferimento indiscutibile della politica  italiana, apprezzato per la sua tenacia e caparbietà nel proporre una  nuova destra moderna, democratica, europeista, un movimento in grado  di richiamarsi a ideali di Patria e mutua collaborazione”.