Omicidio di Kim Jong-nam, la Malesia: in aeroporto nessuna sostanza tossica

Dietrofront della Malesia sull'omicidio di Kim Jong-nam, il fratellastro del leader nordcoreano.
Le autorità di Kuala Lampur hanno reso noto che non è stata riscontrata la presenza di
"nessuna sostanza tossica" nell'aeroporto di Kuala Lumpur dove è stato ucciso Kim Jong-nam.
Le analisi da parte delle squadre specializzate nella risposta ad attacchi chimici e biologici,
che hanno indossato speciali tute protettive, sono state condotte dopo che dall'autopsia
del corpo del fratellastro del leader nordcoreano è emerso che ad ucciderlo due settimane fa
è stato un gas nervino noto come VX.
"Come risultato delle indagini confermiamo che non è stata riscontrata la presenza
di materiale tossico nel terminal KLIA2, che quindi viene dichiarato zona sicura",
ha detto il funzionario di polizia che sta seguendo l'indagine.
Secondo quanto reso noto venerdì dal capo della polizia malese, Khalid Abu Bakar, le due donne
arrestate nei giorni scorsi avrebbero spruzzato l'agente chimico in faccia a
Kim Jong-nam.
La presenza del VX, classificata dalle Nazioni Unite come arma di distruzione di massa,
è stata rilevata nei tamponi fatti agli occhi ed al volto della vittima.

Il VX è l’agente nervino più letale mai creato, cento volte più del Sarin. Utilizzato come arma chimica, e  classificato dalle Nazioni Unite come arma di distruzione di massa, la sua produzione e approvvigionamento sono stati messi al bando con la convenzione sulle armi chimiche del 1993.

Stati Uniti e Russia sono gli unici Paesi ad aver ammesso di possedere scorte di VX, ma si sospetta che faccia parte degli arsenali di molti altri Paesi, come per esempio Siria, Corea del Nord e Iraq, che si ritiene lo abbia utilizzato nel 1998 nella strage di Halabja, quando furono sterminati cinquemila curdi e, prima, durante la guerra contro l’Iran.

Il VX venne anche usato il 12 dicembre del 1994 da due membri della setta giapponese Aum Shinrikyo per attaccare tre persone a Osaka, causando un morto, ritenute spie dal leader Shoko Asahara, il “Santone” che nel marzo successivo ordinò un attacco alla metropolitana di Tokyo, questa volta con il Sarin, nel quale morirono 12 persone, mentre oltre seimila furono intossicate.

 Liquido incolore, o con colorazione tendente al giallo paglierino, inodore e di consistenza oleosa, il VX oltre a essere l’agente nervino più tossico è dotato anche di una certa persistenza nel suolo, 2-6 giorni, che possono prolungarsi anche a un mese in condizioni di tempo freddo.

Il VX può essere utilizzato come arma chimica essenzialmente in 3 modi: il liquido puro, in miscela con agenti di ispessimento che ne rendono più difficoltosa la rimozione, e infine sotto forma di aerosol.
L’esposizione può risultare fatale nel giro di alcuni minuti e può avvenire per inalazione, ingestione, contatto con la pelle o contatto con gli occhi, provocando la paralisi dei muscoli del corpo, compreso il muscolo diaframma con conseguente morte per asfissia. La dose letale per un uomo di 70 kg corrisponde a 10 milligrammi.

Il primo agente nervino della serie V, a cui appartiene anche il VX, fu inizialmente scoperto dai due chimici Ranajit Ghosh e J.F. Newman durante la loro attività di ricerca sui pesticidi organofosfati presso l’Imperial Chemical Industries.

Nel 1954, venne commercializzato uno di questi composti sotto il nome Amiton (agente VG), salvo essere ritirato poco dopo dal mercato una volta appurata la sua letalità per l’uomo. Le informazioni relative alla sostanza in questione vennero allora passate all’esercito britannico, che sviluppò altri agenti nervini della serie V compreso il VX. Successivamente il VX fu scambiato con gli Stati Uniti quando il Regno Unito decise di utilizzare il Sarin come arma chimica di prima scelta.

In seguito ad alcuni esperimenti sulle armi chimiche condotti dall’esercito americano, il 13 marzo del 1968 si verificò un incidente durante il lancio di VX da parte di un aereo nello Utah, le cui conseguenze scossero l’opinione pubblica: una grande quantità di gas nervino finì su un’ampia area, portando alla morte di 6.000 pecore che pascolavano nella Skull Valley, distante circa 43 km dalla base di Dugway da cui era partito l’aereo.