Olbia, rapinano un anziano: tre in manette. Uno dei malviventi è il nipote

Dopo un’ indagine durata tre mesi, i carabinieri di Olbia hanno arrestato tre persone su ordine del tribunale di Sassari ritenute responsabili di rapina aggravata commessa ai danni di un anziano nella notte del 29 ottobre scorso a Padru (Ot). Si tratta del 37enne Gian Franco Secchi, di Padru, nipote della vittima, e degli olbiesi Salvatore Carta e Smeraldo Luzzi, rispettivamente 45enne e 47enne, tutti con precedenti, ritenuti responsabili di rapina aggravata e lesioni personali aggravate, in concorso. Contemporaneamente, sono state denunciate in stato di libertà altre tre persone per concorso e favoreggiamento personale.

Rapinano un anziano a Olbia 

Intorno alle 2.30 circa del 29 ottobre, due individui con il volto travisato hanno fatto irruzione nell’abitazione di M.M., pensionato 76enne, per derubarlo. I malviventi sono entrati nella camera da letto dove l’anziano dormiva e mentre uno metteva a soqquadro le stanze alla ricerca di denaro e valori, il complice non ha esitato a immobilizzare l’anziano con del nastro adesivo e a picchiarlo procurandogli varie contusioni al volto pur di farsi consegnare i soldi. Dopo essersi impossessati di 14mila euro in contanti, due bancomat con relativi pin e un libretto postale, i delinquenti sono fuggiti attraverso il giardino della villetta. L’anziano,
nonostante fosse frastornato, scosso e ferito, è riuscito a liberarsi velocemente dal nastro e a chiamare il 112. In pochissimi minuti sono arrivate nella casa tre pattuglie che hanno fornito la prima assistenza alla vittima in attesa dell’arrivo del 118. 

Tra i rapinatori anche il nipote della vittima

Le indagini hanno consentito da subito di concentrare l’attenzione su alcuni soggetti già noti per i loro precedenti. Il vaglio degli spostamenti e dei contatti tenuti dai sospettati anche con amici e parenti ha consentito di raccogliere importanti indizi fondamentali per le indagini grazie alla collaborazione del Ris di Cagliari per la raccolta di chiari elementi di colpevolezza in capo ad uno dei malviventi. Il sopralluogo all’interno e all’esterno dell’abitazione nell’immediatezza del fatto ha permesso infatti di raccogliere alcuni reperti dai quali è stato estratto il profilo genetico corrispondente ad uno degli indagati. Svelata l’identità di uno degli autori, sono state analizzate le dichiarazioni, gli spostamenti e le frequentazioni del medesimo giungendo così all’identificazione dei complici. Così si sono aperte le porte del carcere di Sassari-Bancali.