Nonno “vendica” i nipotini e strangola davanti a loro il figlio violento

Una tragedia improvvisa, assurda, ma per certi aspetti prevedibile. Ubriaco, violento, sempre pronto all’aggressione, Giuseppe Alù ha picchiato selvaggiamente i suoi tre figli piccoli provocando la reazione dei nonni, intervenuti per bloccarlo. Esasperato da quella scena violenta ai danni della nuora e de nipotini, il padre Antonino avrebbe chiesto alla moglie di passargli una cinghia e lo avrebbe strangolato. Questa la prima ricostruzione dei carabinieri e della procura di Termini Imerese che stanno interrogando l’autore dell’omicidio, un uomo di 61 anni che avrebbe più volte manifestato la sua insofferenza, la sua esasperazione, provocate dai comportamenti del figlio.

Per Antonino Alù, autosta di scuola bus, ora accusato di omicidio, si sono aperte le porte del carcere Cavallacci di Termini Imerese. «Non ne potevo più, ero esasperato dai suoi comportamenti in casa», ha confessato. Giuseppe Alù era agli arresti domiciliari e la mattina era in affido ai servizi assistenziali, ma da poco era uscito dal carcere  per spaccio di droga. L’ennesima lite tra quell’uomo violento e il padre ha provocato il raptus omicida di Antonino Alù, che per ore è rimasto in silenzio dai carabinieri prima di confessare le modalità  dell’omicidio. I militari lo avevano trovato con la cinghia ancora intorno al collo del figlio, in uno stato di ipnosi, mentre intorno a lui tutti, piccoli e grandi, piangevano.