Netanyahu respinge le accuse per l’intervento “Protective edge” a Gaza

L’intervento militare a Gaza nel 2014 “è stato un grande successo”. Così il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu si è difeso oggi dopo che la pubblicazione di un rapporto del revisore dei conti Jospeh Shapira, che lo accusa, assieme agli allora ministro della Difesa Moshe Yaalon e capo di Stato
maggiore Bruno Ganz, di una serie di errori nella preparazione e la gestione del conflitto. Preceduto da mesi di indiscrezioni sui giornali, il rapporto rischia
di danneggiare l’immagine di “mister Sicurezza” che Netanyahu si è finora costruito, con conseguenze alle prossime elezioni, nota il Jerusalem Post. Non a caso il primo ministro ha subito reagito con un comunicato. “Il primo ministro Benyamin Netanyahu sostiene gli ufficiali e i combattenti dell’esercito israeliano in seguito al grande successo dell’operazione Protective edge“, si legge nel testo che rivendica “l’uccisione di oltre mille terroristi e la distruzione di migliaia di
missili”. Prova del successo, nota infine il primo ministro, è “la calma senza precedenti” di cui godono ora i residenti delle regioni meridionali vicino alla Striscia di Gaza non più bersaglio di missili. 

L’intervento contro Hamas durò 50 giorni

Il rapporto accusa Netanyahu di non aver chiarito davanti al gabinetto di sicurezza sia la strategia generale dell’intervento militare che la gravità della minaccia rappresentata dai tunnel sotterranei attraverso i quali Hamas condusse più volte attacchi contro i soldati israeliani. Il governo viene anche accusato di non aver investito sufficienti risorse nel contrasto ai tunnel. Secondo il rapporto, la guerra, durata 50 giorni e con 74 morti da parte israeliana (5 i civili), avrebbe potuto forse essere evitata ed è stata comunque troppo lunga. Quanto diffuso oggi rappresenta la seconda e la terza parte del rapporto di Shapira, dedicate al processo decisionale e alla minaccia dei tunnel. La prima parte aveva già concluso che l’establishment della sicurezza non si era sufficientemente preparato contro il lancio di missili da parte di Hamas. La quarta parte, che verrà presto resa nota, riguarderà il delicato tema se l’uso della forza da parte d’Israele sia avvenuto nel rispetto della legge internazionale. Si calcola che vi siano stati oltre duemila morti da parte palestinese, fra cui anche civili, donne e bambini.