Milano, aggredita 15enne sul treno: caccia a due africani. Si erano conosciuti su Fb?

Picchiata con calci e pugni e molestata da due uomini sul treno. E’  accaduto l’altro ieri a una studentessa 15enne sul treno Milano-Mortara di ritorno a casa al termine delle lezioni. La ragazza era partita dalla stazione di Porta Genova e ha viaggiato nell’ultima carrozza insieme a un’amica fino
ad Abbiategrasso. Una volta rimasta sola è stata avvicinata da due uomini, descritti come  di origine nordafricana, che l’hanno secondo il suo racconto insultata, colpita con calci e pugni e palpeggiata nelle parti intime. La ragazza ha raccontato di aver chiesto aiuto senza però ottenere risposta.

Quando il treno si è fermato in stazione la giovane è riuscita a scappare. Tornata a casa non ha riferito nulla dell’accaduto ai genitori. Ma ieri durante le lezioni ha accusato nausea e giramenti di testa e ha raccontato tutto alle compagne che l’hanno accompagnata in clinica dove i medici hanno riscontrato contusioni multiple e una costola fratturata. Sulla testimonianza della ragazza indaga ora la Polizia. Ai poliziotti delle Volanti, allertati alle 21 di venerdì, ha raccontato: “Avevo preso il treno delle 14.42 con una mia compagna, che è scesa ad Abbiategrasso. Dopo, quando ero rimasta sola, ho subito l’aggressione”. Ma a quanto pare, la ragazza, con uno dei due, il giorno prima aveva avuto dei contatti sui social.

La ragazza è ricoverata nella clinica pediatrica De Marchi, che fa parte del Policlicnico di Milano. La prognosi, a quanto si apprende, è superiore ai 20 giorni. Per le dimissioni il personale clinico non ha ancora stabilito una data precisa, ma si valuterà giorno per giorno, in base alle condizioni della ragazza. La giovane è stata inizialmente accompagnata all’SVSeD (Soccorso violenza sessuale e domestica) della clinica Mangiagalli di Milano, per le prime cure e quindi accompagnata in De Marchi. La prassi, a livello sanitario, è che una prognosi con oltre 20 giorni fa scattare una denuncia d’ufficio alle autorità. L’SVSeD è un
servizio che si aggiunge ai tre pronto soccorso del Policlinico: uno destinato agli adulti, uno pediatrico e uno ostetrico-ginecologico. Accanto all’ostetrico ginecologico si trova l’SVSeD, dove lavorano clinici esperti nel riconoscere violenza sessuale, presunta o reale che sia, e dove vengono accompagnati coloro che, uomini o donne che siano, denunciano una violenza. In uno spazio separato, che tutela la privacy della vittima, viene offerto gratuitamente anche supporto psicologico e legale 365 giorni l’anno 24 ore su 24. Sono 10 i ginecologi interni alla Mangiagalli che prestano servizio all’SVSeD, oltre ad esterni che ruotano e si aggiungono a supporto del personale interno. A questi si aggiungono infermieri formati e psicologi, oltre a volontari che prestano soprattutto assistenza legale. Accanto all’SVSeD, si trova l’associazione Svs Dad (Donna aiuta Donna), che si occupa di promuovere campagne contro la violenza
e raccogliere fondi e assistere le vittime. Tra le prime a commentare la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni: “Solidarietà alla ragazza e rabbia per l’ennesimo episodio che conferma la grave emergenza sicurezza che vive l’Italia. Siamo stufi: il governo si dia una svegliata e la smetta di considerare la sicurezza come un optional”.