Migranti, Certaldo allo stremo: «Va bene accogliere, ma ora sono troppi»

Era inevitabile che si arrivasse anche a questo: alla disperazione che porta allo stremo, finanche ad accapigliarsi da un paese all’altro, sui numeri di immigrati da ospitare, gestire, controllare. Perché adesso l’emergenza stranieri è diventata anche una questione di numeri, o meglio, di redistribuzione numerica del problema che dilaga a macchia d’olio nelle nostre città, come nei piccoli centri. E infatti, puntuale, arriva da Certaldo la disperata denuncia fatta dal sindaco, solo l’ultimo sos migranti: «La nostra è una terra accogliente, ma adesso sono davvero in troppi…

Il sindaco di Certaldo: va bene l’accoglienza, ma ora sono troppi

Lo ha detto chiaramente il primo cittadino di Certaldo, Giacomo Cucini, dando seguito al protocollo per i controlli accordati dalla prefettura e ribadendo come, malgrado la zona da lui amministrata sia una «terra accogliente,  i numeri della presenza dei migranti doppiano la media, e certi gestori manifestano diverse carenze nelle strutture» deputate all’ospitalità:  «Proseguiremo nei controlli – ha confermato il sindaco – e chiediamo equità«. Si sono svolti nelle scorse settimane i controlli che il Comune, in  accordo con la prefettura, ha effettuato nei cinque Centri di accoglienza migranti situati a Certaldo. «Controlli fortemente voluti» dai comuni dell’EmpoleseValdelsa, ha sostenuto Cucini, e possibili grazie al protocollo siglato dalla prefettura di Firenze sia con i comuni che con l’Unione. E allora, «partiamo dai numeri prima dei controlli – ha tuonato il sindaco – i migranti accolti a Certaldo avevano  toccato quota 118, poi 20 sono stati trasferiti in altri comuni: 10  dal centro di Pino Bruceto, che è stato chiuso; e 10 da quello del Pino. Sono quindi 98 i migranti presenti oggi, sempre più del doppio  dei 40 che Certaldo dovrebbe ospitare secondo il numeri previsti dalla circolare del Ministero degli Interni (2,5 ogni 1000 abitanti)».    

Il sovraffollamento non garantisce nè i migranti, né il territorio 

«La situazione, come abbiamo più volte chiesto alla prefettura, va gestita con oculatezza, per garantire sia i migranti che il territorio», ha rilanciato ancora una volta il primo cittadino, proseguendo col ricordare come «il Comune di Certaldo fu tra i primi, nel 2011, ad ospitare i migranti, in accordo con la Misericordia di Certaldo, che aprì il primo centro, cui seguì il secondo. Ma solo in questo caso c’è stato dialogo e collaborazione – osserva il primo cittadino –  nessuno degli altri tre centri presenti sul territorio, due di Associazione Differenze culturali e non violenza, uno di Consorzio Multicons, è stato aperto dialogando e collaborando con  l’amministrazione, si è trattato di libere iniziative di privati». «Venendo poi ai controlli di questi giorni – ha aggiunto in conclusione Cucini – possiamo dire che, pur in assenza di lacune tali da chiedere un’immediata chiusura di uno di questi centri, abbiamo constatato non poche carenze e difformità. Un struttura in grado di ospitare 15 persone ne accoglie ben 24, coi migranti in sovrannumero che il gestore aveva dichiarato essere temporaneamente in un Bed & Breakfast, e che invece sono lì». Chissà come mai…