Meningite, un caso a Napoli. E la Lorenzin ammette: un problema c’è

Un caso di meningite batterica è stato accertato a Napoli. Il paziente è un collaboratore scolastico del liceo Tito Lucrezio Caro di via Manzoni, che è stato chiuso in via precauzionale già prima di avere la conferma della malattia, quando ancora si parlava di sospetta meningite.

L’uomo curato «in massima sicurezza»

Le condizioni dell’uomo, ricoverato nella divisione malattie infettive dell’ospedale Cotugno di Napoli, sono stazionarie. Il paziente, un 56enne originario di Villaricca, si era recato inizialmente all’ospedale di Pozzuoli, dove le sue condizioni sono state immediatamente considerate critiche e attribuite proprio alla meningite. Da qui la decisione dei sanitari di trasferirlo al Cotugno, dove è stato curato «in massima sicurezza», nella nuova sala di isolamento di cui è stato dotato il pronto soccorso. È stato lo stesso ospedale di Pozzuoli, poi, a far sapere che è stata avviata la profilassi del caso per chiunque fosse entrato in contatto con il paziente.

In arrivo le linee guida sulla meningite

Intanto, dagli “Stati generali della meningite” è arrivata la notizia che presto saranno divulgate delle linee guida su come trattare la malattia, dalla diagnosi, ai vaccini fino alla cura. La giornata di studi è stata promossa a Roma dalla Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), dall’Istituto superiore di sanità e dal ministero della Salute, che evidentemente prende atto dell’esistenza di un problema. Il vademecum servirà a uniformare le indicazioni su profilassi e terapie e conterrà i punti principali per le future azioni. Le raccomandazioni hanno già un testo preliminare che verrà sottoposto all’esame degli esperti e costituirà la base di un position paper da pubblicare su una rivista. Le linee guida conterranno inoltre anche indicazioni per riconoscere i segni di malattia, in particolare nei soggetti a rischio. «Dobbiamo pensare che statisticamente nel nostro Paese abbiamo 3 casi di meningite al giorno, nelle loro diverse forme, quindi si parla di circa mille casi l’anno», ha ammesso il ministro Beatrice Lorenzin, sottolineando l’importanza della vaccinazione.