Medjugorie, Brosio festeggia: «Sui miracoli verrà fuori la verità soffocata da Tito»

Il più felice dell’apertura di Papa Francesco ai miracoli e alle apparizioni delle veggenti di Medjugorie è Paolo Brosio, il giornalista che da anni sostiene la causa della Madonna venerata dai fedeli di tutto il mondo. «Medjugorje verrà riconosciuta santuario a tutti gli effetti e l’inviato polacco mandato dal Papa non potrà che dare indicazioni positive al Papa in tal senso», spiega Brosio, felicissimo della notizia. «La cosa che colpisce – osserva Brosio, autore di numerose pubblicazioni sul tema tra le quali Misteri di Maria (Piemme edizioni – è la scelta del Papa di mandare un inviato l’11 febbraio, esattamente il giorno in cui si ricorda la Madonna di Lourdes alla quale era devotissimo papa Wojtyla, che avrebbe voluto andare a Medjugorje a confessare». Brosio pensa che “non si entrerà nel merito delle apparizioni mariane ma che Medjugorje, alla quale manca una guida pastorale da quarant’anni, verrà riconosciuta santuario. Come Loreto e Pompei, una delegazione pontificia sotto il controllo del Vaticano. Il Papa sa benissimo che a Medjugorje c’è una mancanza totale di un pastore che possa seguire l’attività dei francescani e dei veggenti e dei pellegrini. C’è un enorme vuoto pastorale e l’inviato di Francesco ridarà alla cittadina bosniaca un pastore dopo quarant’anni”. 

Brosio: a Medjugorie serve
una vera guida spirituale

A modo di vedere di Brosio, la nuova iniziativa del Papa rappresenta “il primo passo per staccare Medjugorje da Mostar dove si trova un vescovo che fa da guida pastorale solo ai centomila residenti e non ai due milioni di pellegrini arrivati per visitare i luoghi delle apparizioni”. Brosio insiste sul “grande vuoto pastorale che da troppo tempo c’è nella cittadina bosniaca. «Un vescovo – sottolinea – dovrebbe essere guida spirituale di tutti, non solo dei residenti. Quel che non accade a Medjugorje». Da qui la chiave di lettura positiva di Paolo Brosio a proposito dell’improvvisa decisione del Pontefice: «L’inviato polacco potrà soltanto dare indicazioni positive a Bergoglio. E non dimentichiamo che il cardinale Ruini finì in maniera positiva i lavori della commissione d’inchiesta da lui guidata dicendo che i primi mesi delle apparizioni sono verosimili». 

Le minacce della polizia
di Tito a Padre Jozo sui miracoli

Brosio evidenzia inoltre un’altra circostanza: «Il 25 luglio del 1981, l’allora vescovo di Mostar Pavao Zanic durante la festa del patrono san Giacomo, in occasione delle cresime dei ragazzi di Medjugorie disse: “i bambini non possono mentire, i bambini hanno detto la verità” e paragonò poi questo fenomeno delle apparizioni, per la bontà della trasparenza di una testimonianza innocente, a Lourdes e a Fatima, salvo poi rimangiarsi tutto dopo che il 17 agosto 1981 la U.d.b.a , polizia segreta di Tito, circondò la chiesa, arrestò sette frati francescani e condannò a tre anni di reclusione nel carcere duro di Foca il parroco Jozo Zovko, picchiandolo a sangue. Padre Jozo sopportò il carcere duro, le torture e non rinnegò mai la fede cristiana nè di avere visto lui stesso la Madonna in chiesa. Ancora oggi Jozo è in punizione e non può tornare a casa sua. Oggi si trova in un convento di frati a Zagabria».