Mattarella elogia Pechino mentre si scopre che sempre più cinesi studiano l’italiano (video)

Mentre i media riportano le impressioni di ammirazione e stupore del presidente della Repubblica Sergio Mattarella in visita istituzionale a Pechino dove, oltre ad aver incontrato il presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping, ha visitato il Tempio del cielo, definito dall’inquilino del Qurinale «un monumento unico di una bellezza straordinaria», un report rilanciato nei giorni scorsi spiega come e perché, di contro, moltissimi cinesi affascinati dal Belpaese si dedichino, in numeri sempre più elevati, allo studio dell’italiano. e allora, non è solo per il fatto che da Pechino in giù, la settimana della Lingua Italiana è una delle rassegne più frequentate e gettonate del gigante asiatico. E non è solo per il continuo immigrare nel nostro Paese di famiglie orientali pronte a lanciarsi nel commercio di casa nostra, fatto sta, comunque, che nelle scuole cinesi tra le lingue straniere più studiate c’è anche l’italiano. Un idioma sempre più  studiato e richiesto, e una rete per l’insegnamento ad esso connessa, che infittisce trama e ordito ogni anno che passa. Lo studio della lingua italiana in Cina, insomma, è da anni una realtà culturale consolidata e un fenomeno di costume in progressiva crescita.

L’italiano, la lingua più gettonata

Dunque, secondo dati in costante aggiornamento che risalgono all’anno accademico 2014-2015, all’estero la nostra lingua – con buona pace di accademici della Crusca e sofisti dell’idioma –  storpiata o sublimata da impeccabili pronunce è tra le più studiate, con oltre 2,2 milioni di stranieri che la imparano. In Cina, allora, sono oltre 3.000 gli studenti cinesi che partecipano al programma “Marco Polo-Turandot” , l’iniziativa nata dalla Crui (Conferenza dei Rettori Italiani) con l’intento di rafforzare la cooperazione scientifica tra Italia e Asia e aumentare la presenza degli studenti cinesi nelle facoltà italiane. Sempre secondo report recenti, poi, sarebbero invece oltre 40.000 gli studenti cinesi che studiano e imparano l’italiano direttamente in Italia, in vista, spesso, di un percorso accademico che intendono intraprendere nelle più prestigiose università di casa nostra.

Ecco perché in Cina si studia l’italiano

Va da sé, chiaramente, che sono molte le scuole e i corsi di insegnamento dell’italiano a tutti i livelli in Cina. Moltissimi progetti intestati alla lingua di Dante da consolati e ambasciate, università e associazioni, e indirizzati alle più diverse fasce d’età. Non solo: lo studio dell’italiano è associato spesso agli istituti che insegnano le materie nelle quali l’Italia eccelle e, in un certo senso, “detta legge”:, come la moda, il design, il settore tecnologico, il comparto agroalimentare, l’arte e il cinema, che attraggono gli studenti cinesi che vogliono approfondire le loro conoscenze – a partire dalla conoscenza della lingua appunto – nel nostro Paese.