Mafia, summit dei boss in cella frigorifera interrotto dagli agenti: 6 arresti (video)

 

Ancroa un colpo inferto alla mafia e ai suoi boss, sempre più all’avanguardai in materia di comunicazione e incotnri segreti: stavolta, infatti, gli uomini del mandamento di Alcamo sono stati sorpresi dalle forze dell’ordine mentre erano in riunione… in una cella frigorifera. Andando con ordine, allora, va detto che la Polizia di Stato di Trapani e la Direzione Investigativa Antimafia, hanno dato esecuzione questa mattina all’ordinanza del Gip di Palermo che ha disposto la misura cautelare in carcere per Ignazio Melodia, 61 anni, a capo della famiglia mafiosa di Alcamo, e di altre 5 persone. L’accusa per Melodia, ritenuto affiliato a Cosa Nostra dal latitante Matteo Messina Denaro, è di essere a capo del mandamento di Alcamo. Le immagini riportate in apertura, testimoniano allora lo stupore dei boss beccati nel corso del summit furtivo organizzato “al fresco” e, credevano i convitati, al riparo da occhi e orecchie indiscreti. E invece…

Mafia, summit dei boss in cella: 6 arresti

E allora, era in corso dall’alba di oggi una vasta operazione antimafia condotta dalla Polizia di Stato di Trapani e dalla Direzione investigativa antimafia che ha dato esecuzione di sei arresti nell’ambito di una indagine sulla famiglia mafiosa di Alcamo (Trapani). In carcere, con altri cinque uomini d’onore, come anticipato anche il capo mandamento Ignazio Melodia che, secondo gli inquirenti, sarebbe stato affiliato a Cosa nostra direttamente dal boss latitante Matteo Messina Denaro. I reati contestati vanno dall’associazione mafiosa, estorsioni a imprenditori e condizionamento delle elezioni comunali di Alcamo..

La riunione in una cella frigorifera: l’indagine ribattezzata “Freezer”

Ma la nota particolare di quest’ultimo colpo inferto alla criminalità organizzata sta proprio nella singolare location che ha “ospitato” indagini e arresti odierni. I boss, infatti, ormai terrorizzati dalle intercettazioni ambientali, decisi ad evitare di essere ascoltati dalle microspie degli investigatori, si riunivano in una cella frigorifera di un fruttivendolo di Alcamo (Trapani): proprio per questo motivo, infatti, gli inquirenti hanno denominato l’operazione “Freezer”. Secondo la Dda di Palermo, che ha coordinato l’inchiesta, gli uomini ritenuti vicini al boss Matteo Messina Denaro, si sarebbero riuniti diverse volte nella cella frigorifero di un fruttivendolo per affrontare alcune questioni importanti. A causa delle basse temperature gli indagati indossavano cappotti e giacche pesanti anche in piena primavera. L’inchiesta è coordinata dal Procuratore aggiunto di Trapani, Maria Teresa Principato e dai pm della Dda Carlo Marzella e Gianluca De Leo.