Lotta a Da’esh: i militari italiani hanno già addestrato oltre 7600 Peshmerga curdi

Nella lotta contro Da’esh l’Italia è presente e attiva in molti modi: tra gli altri, grazie al fruttuoso addestramento contro i militanti arruolati a Baghdad. E allora, dati alla mano, sono già  7.600 i Peshmerga curdi addestrati finora dai militari italiani per il contrasto all’Isis in Iraq. L’Italia, nella lotta contro l’Isis è presente a vario titolo con il contingente Italiano terrestre in Iraq (IT NCC Land) che conta oggi circa 1000 uomini impiegati tra Baghdad, Diga di Mosul e Kurdistan Iracheno (Erbil, Atrush e Sulimania). A loro si aggiungono poi le unità delle Forze Speciali italiane (a Baghdad e Kirkuk) sul campo con compiti addestrativi e le unità dell’Aeronautica schierate in Kuwait con compiti di sorveglianza aerea e rifornimento in volo, per un totale di circa 1400 uomini.

Oltre 7600 Peshmerga curdi addestrati dai militari italiani 

«Il clima tra forze italiane e curde è particolarmente cordiale e improntato al massimo rispetto reciproco», ha speigato allora illustrano dati e aggiornamenti a riguardo ,  uno degli Ufficiali Italiani responsabile per l’addestramento degli MTT di fanteria, che per problemi di sicurezza ha chiesto di rimanere anonimo. «I Peshmerga addestrati – continua l’ufficiale – sono uomini e donne che in molti casi hanno già combattuto al fronte e ricevono dai nostri militari una formazione più specifica. Non solo: i militari italiani sono particolarmente apprezzati per il metodo di addestramento utilizzato che mira al totale coinvolgimento e alla partecipazione, operando non uno sterile travaso di conoscenze ma, piuttosto, un proficuo scambio di esperienze». L’addestramento delle Forze Armate Curde, con la conclusione dei recenti corsi, ha raggiunto la cifra di oltre 7600 Peshmerga addestrati dagli italiani da gennaio del 2015, su un totale di circa 20.000 dell’intero Kurdish Training Cordination Center (KTCC). I Carabinieri, tra le sedi di Baghdad ed Erbil hanno raggiunto ad oggi circa 6800 addestrati. Peraltro, non esistendo un numero predefinito di soldati da addestrare, il Contingente italiano fornirà la sua offerta formativa finchè ce ne sarà bisogno e finché sarà disposto dal Governo italiano. L’addestramento dell’Esercito fornisce una preparazione specifica per le esigenze dei Peshmerga, impegnati nella lotta al Da’esh, e attagliato all’equipaggiamento e all’armamento a loro in dotazione.

L’addestramento specializzato nel Kurdistan iracheno

I principali argomenti sono lotta agli ordigni improvvisati, primo soccorso, tiro di precisione, combattimento nei centri abitati e fuoco indiretto. I Carabinieri sviluppano invece argomenti specifici delle forze di polizia come ad esempio pattugliamento automontato ed appiedato in centri abitati, esecuzione di posti di controllo, perquisizioni veicolari e personali, tecniche di immobilizzazione ed ammanettamento. L’Addestramento dei Carabinieri mira a formare le cosiddette hold forces necessarie al controllo dei territori liberati per evitare che essi ricadano nelle mani dei terroristi. Il Contingente Italiano ha al suo interno due “anime” addestrative e due anime “operative”. L’addestramento condotto dall’Esercito si rivolge alle forze armate curde (Peshmerga) e si svolge esclusivamente nel Kurdistan iracheno nelle sedi di Sulimani, Benslawa e Atrush. L’addestramento condotto dai Carabinieri si svolge invece nelle sedi di Baghdad e di Erbil. Ad essere formate sono le forze di polizia irachene e curde. L’anima operativa della missione ricomprende il Task Group Griffon deputato al Personnel Recovery, e cioè il recupero di personale della coalizione che a vario titolo è rimasto isolato sul terreno. È composto da 130 unità, 4 elicotteri da esplorazione e scorta, A 129 Mangusta, e 4 elicotteri da trasporto tattico, NH 90, tutti provenienti dalla Brigata Aeromobile Friuli dell’Esercito. La seconda anima operativa è composta dalla Task Force Praesidium schierata presso la Diga di Mosul con il compito di garantire la sicurezza dei lavoratori impegnati nei lavori di consolidamento della diga.