L’Onu “socialista” vuole normalizzare la Libia con l’invio di un palestinese

Gli Stati Uniti hanno bloccato la nomina dell’ex primo ministro palestinese Salam Fayyad come nuovo inviato dell’Onu in Libia al posto del tedesco Martin Kobler. Washington “non sostiene il segnale che questa nomina darebbe alle Nazioni Unite” dove la Palestina non è membro a titolo pieno, si legge
in una dichiarazione diffusa da Nikki Haley, la nuova rappresentante americana presso l’Onu. “Per troppo tempo l’Onu è stato ingiustamente parziale in favore dell’Autorità Palestinese a discapito dei nostri alleati in Israele“, ha aggiunto la Halley, secondo quanto riferisce il sito Politico. L’altolà americano giunge dopo che il nuovo segretario generale dell’Onu, il socialista e già presidente dell’Internazionale socialista, Antonio Guterres ha informato in settimana il Consiglio di Sicurezza dell’intenzione di nominare Fayyad come inviato in Libia. I membri del Consiglio avevano tempo fino a ieri sera per sollevare obiezioni. L’intervento della Haley, che si dice “delusa” dal’iniziativa di Guterres, blocca la nomina. Primo ministro palestinese fra il 2007 e il 2013, il 64enne Fayyad è
stato anche ministro delle Finanze dell’Anp. L’ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite, Danny Danon, ha salutato la mossa americana come “l’inizio di una nuova era all’Onu in cui gli Stati Uniti appoggiano Israele fermamente e senza rimorsi”, riferisce il sito Times of Israel.

Gli Usa bloccano l’iniziativa dell’Onu

 “Assolutamente ridicola” la posizione degli Usa. Lo ha dichiarato la dirigente dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, Hanan Ashrawi, commentando la dichiarazione diffusa da Nikki Haley, sostenendo che Washington “non sostiene il segnale che questa nomina darebbe alle Nazioni Unite”. “Non c’è alcuna logica” che possa spiegare la posizione degli Usa, ha aggiunto la Ashrawi in un’intervista da Ramallah all’emittente al-Jazeera. “E’ una discriminazione del popolo palestinese”, ha proseguito la dirigente dell’Olp, sostenendo che il “rifiuto” di Fayyad è “illogico” in quanto l’ex premier palestinese è la “persona più qualificata” per ricoprire l’incarico e ha “standard altissimi di professionalità e integrità”. Il comunicato della Haley, ha concluso la Ashrawi, rappresenta “un precedente” che esclude “i palestinesi dalla partecipazione nell’arena internazionale sulla base dell’identità nazionale”. Il pretesto per commissariare la Libia con Fayyad sarebbero gli scarsi risultati raggiunti nell’arco del suo mandato, iniziato ai primi di novembre del 2015, tra i motivi principali che hanno portato al siluramento del diplomatico tedesco Kobler. Inoltre, non avrebbe favorito Kobler anche la sua difficoltà di rapporto sia con Tripoli, ovvero con il consiglio presidenziale guidato da Fayez al-Serraj, che con Tobruk, dove ha sede il Parlamento rivale di Tripoli.