Licenziato il direttore di Hurriyet perché ha fatto infuriare Erdogan

Sedat Ergin, il direttore di Hurriyet, uno dei giornali più diffusi in Turchia, è stato silurato da Dogan, il gruppo editoriale che controlla la testata. A riferirlo è
il quotidiano Birgun, secondo il quale Ergin lascerà l’incarico giovedì prossimo. La decisione di allontanare Ergin nasce dalle durissime critiche al quotidiano rivolte stamane dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che si è scagliato contro un articolo, firmato da Hande Firat e basato su fonti militari anonime, che mette in luce presunti tensioni tra il governo e i vertici dell’esercito. In particolare nell’articolo intitolato Il quartier generale è agitato si sostiene che lo Stato
Maggiore turco sia stato “disturbato” da alcune decisioni prese dal governo, a cominciare dal via libera al velo per le donne nell’esercito.

Hurriyet avrebbe rivelato contrasti tra governo ed esercito

Parlando ai giornalisti prima di imbarcarsi per Islamabad, Erdogan ha definito l’articolo di Hurriyet “vergognoso e inutile”. Secondo il presidente “né il management del giornale né lo staff hanno il diritto di scrivere un titolo del genere”. Erdogan ha quindi minacciato “azioni legali”, spiegando che “non c’è alcun diritto di mettere le istituzioni dello Stato l’una contro l’altra”. Si apre oggi a Islamabad il 13° summit dell’Organizzazione della cooperazione economica (Eco), un gruppo internazionale fondato nel 1985 da Iran, Pakistan e Turchia che dal 1992 è stato allargato anche ad Afghanistan, Azerbaijan, Kazakistan, Tagikistan, Kirghizistan, Turkmenistan e Uzbekistan. La riunione dei leader, in programma domani, sarà preceduta da un vertice a livello di ministri degli Esteri. Otto Paesi su 10 saranno rappresentati al massimo livello politico. Tra gli altri ha confermato la sua presenza il presidente iraniano Hassan Rohani. L’Uzbekistan ha deciso di inviare un vice primo ministro, mentre l’Afghanistan sarà rappresentato dall’ambasciatore a Islamabad.