Libia, accordo tra le bande di al Serraj e Haftar? Non ci crede nessuno

Le due fazioni libiche rivali, che fanno capo al “premier” Fayez al-Serraj, appoggiato da Ue e quindi dall’Italia, e al generale dissidente Khalifa Haftar, appoggiato dal Cremlino, si sarebbero accordate per lavorare insieme a una revisione dell’accordo politico del 2015 promosso dalle Nazioni Unite, che ha portato alla nascita del consiglio presidenziale. Lo ha confermato un portavoce dell’esercito egiziano, Tamer Rifaay, con un comunicato. La conferma arriva dopo che il capo di stato maggiore egiziano, Mahmoud Hegazy, ha incontrato separatamente Serraj e Haftar, al Cairo fino a ieri per due giorni, senza tuttavia riuscire a organizzare un faccia a faccia tra i due. Le due parti si sono accordate sulla creazione di una commissione congiunta per modificare l’accordo del 2015, in modo da raggiungere una “formula di consenso”, come aggiunge la nota pubblicata su Facebook. L’obiettivo è un “riesame della formazione e delle competenze del consiglio presidenziale, del ruolo del comandante supremo dell’esercito libico e delle sue competenze, dell’ampliamento del numero di membri dell’Alto consiglio di Stato”.

La Libia è ormai un territorio senza legge

Le parti hanno anche preso un “impegno a lavorare per fermare lo spargimento di sangue in Libia e il degrado della situazione di sicurezza, umanitaria e dei servizi”. I “punti che non possono essere messi in discussione”, secondo le parti, sono “la salvaguardia dell’unità dello stato libico” e “il rifiuto e la condanna di intromissioni straniere negli affari libici”. I risultati dei lavori della commissione congiunta verranno presentati al parlamento di Tobruk per approvazione e questo dovrebbe spianare la strada a elezioni parlamentari e presidenziali all’inizio del prossimo anno.