Li disintegravano con la tattica della marmotta: presa la banda dei bancomat

Dopo la tecnica della “spaccata”, la tattica della “marmotta”: cambiando l’ordine dei fattori, però, il prodotto non cambia, e il fine ultimo dell’utilizzo di queste non proprio sofisticate strategie di scasso è sempre quello di svaligiare uno sportello bancomat, possibilmente disintegrandolo in mille pezzi pur di accedere alla cassa dei contanti. 

Presa la banda dei bancomat

E allora, i carabinieri del Comando provinciale di Potenza e della Compagnia di Acerenza, in un’inchiesta coordinata dalla Procura di Potenza, hanno scoperto e sgominato una banda composta da cinque persone della Puglia, ritenuta responsabile di una decina di assalti a postazioni bancomat, uno più “fragoroso” di un altro. Nell’operazione, ingente per qualità e quantità di messi dispiegati sul campo, sono stati impiegati oltre 50 militari delle province di Potenza, Bari e Foggia, oltre ad un velivolo del Nucleo Elicotteri di Bari, usato per effettuare gli arresti, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal gip di Potenza.

Agiva dalla Basilicata alla Puglia

La banda è accusata di aver commesso i furti a vari bancomat in Basilicata ed in Puglia. La tecnica utilizzata dalla gang di scassinatori era quella della “marmotta”: in altre parole, il gruppo agiva partendo dall’introduzione nella feritoia del bancomat di un pezzo metallico a due strati, a forma di cuneo, con l’esplosivo nel mezzo, che veniva attivato con una miccia. La conseguente deflagrazione provocava l’apertura del bancomat e garantiva alla banda l’accesso alle banconote. Un modo, plateale ma efficace, di scardinare e colpire.