L’aggressore del Louvre non rischia la vita. Il padre: non è un terrorista

Non è più in pericolo di vita l’uomo che ieri a Parigi ha aggredito quattro soldati a colpi di machete vicino al museo del Louvre. Lo riferiscono fonti vicine all’inchiesta citate sul sito di Le Parisien. Gravemente ferito all’addome dai colpi d’arma da fuoco di un militare, l’uomo è stato subito operato. Intubato, non è al momento in condizioni di essere interrogato.

Francia, parla il padre del sopetto attentatore del Louvre

Ma è il padre del presunto attentatore a parlare negando ogni coinvolgimento del figlio. «Mio figlio non è un terrorista e non ha alcuna affiliazione politica», ha detto al giornale al-Masry al-Youm Reda El-Hamahmy, padre del 29enne, identificato dai media come Abdallah El-Hamahmy, originario della provincia di Dakahlia. L’uomo ha raccontato che il figlio è andato negli Emirati due anni fa per lavorare in uno studio legale, che «il 26 dicembre (quindi un mese prima di quanto sostenuto dalle autorità francesi, ndr) si è recato in Francia per un lavoro e che sarebbe dovuto tornare oggi» a Dubai. 

I selfie davanti al Louvre

Ancora El-Hamahmy ha detto che suo figlio si era recato al Louvre dove si era fatto alcuni selfie poco prima dell’attacco, nel quale un uomo, urlando Allah Akbar, ha attaccato a colpi di machete alcuni soldati di guardia. E il giornale ha pubblicato le immagini del giovane davanti al museo. Il padre del sospetto ha infine rivolto un appello al governo egiziano perché aiuti il figlio. Il governo dei Cairo ha condannato l’attacco al Louvre, ma non ha fatto riferimento in alcun modo all’identità dell’attentatore.