L’Afd espelle leader della Turingia per dichiarazioni sull’Olocausto

Bjoern Hoecke, leader di Alternativa per la Germania (Afd) in Turingia, verrà espulso dal partito. La decisione, rende noto la Dpa, è stata presa da esponenti di spicco del partito euroscettico e anti immigrati tedesco a meno di un mese dalla decisione con cui lo stesso movimento il 19 gennaio scorso si era pronunciato contro l’allontanamento di Hoecke e a favore di una semplice azione disciplinare. Il leader di Afd in Turingia era stato al centro di una dura polemica per le sue dichiarazioni sul memoriale dell’Olocausto a Berlino – definito “un monumento della vergogna” – e il suo appello ai connazionali a smetterla di fare ammenda per il loro passato. La decisione di avviare il procedimento di espulsione a carico di Hoecke è stata presa nel corso di una conference call al termine di una votazione che ha fatto registrare i necessari due terzi dei voti favorevoli, ha precisato il portavoce del partito, Christian Lueth. La leadership del partito ha fatto riferimento alle dichiarazioni sull’Olocausto nel motivare la scelta di espellere il leader del movimento in Turingia: “La misura adottata fa seguito ad un attento esame ed un’accorta valutazione del discorso di Bjoern Hoecke il 17 gennaio a Dresda”, ha puntualizzato Lueth facendo anche presente che la mozione approvata dal partito sarà oggetto di una pronuncia di una corte di arbitrato della Turingia.

L’Afd punta a entrare nel parlamento federale 

L’Afd guarda al voto di settembre come all’occasione per entrare nel parlamento federale e la scelta di oggi – in contrasto apparente con quella di meno di un mese fa di optare per la semplice sanzione – rivela lo sforzo di Afd di presentarsi agli occhi dell’elettorato come una possibile valida alternativa ai partiti tradizionali, con una chiara presa di distanza dall’estrema destra. Una decisione politicamente motivata e “tale da provocare gravi danni al partito”. Così Bjoern Hoecke ha commentato l’annuncio dell’avvio della procedura di espulsione decisa a suo carico dalla leadership di Afd. Intervenendo nel parlamento della Turingia, dove è a capo del gruppo Afd, Hoecke ha parlato di una misura che rischia di dividere il partito, ed ha insistito sul fatto che le dichiarazioni che gli vengono contestate – con l’accusa di antisemitismo e analogia con la retorica nazista – non violano gli standard del partito. “Sono deluso”, ha concluso.