Labbra femminili perfette? Ecco la formula matematica che le svela

Labbra femminili perfette? Ecco come averle. Almeno così pare. Bocca carnosa, sottile, a cuore, a canotto, asimmetrica. Il segreto di labbra femminili perfette e irresistibili si cela in una formula matematica, messa a punto da un team di chirurghi e pubblicata su ‘Jama Facial Plastic Surgery‘. Uno studio che, in un’epoca in cui il ritocco alle labbra è tanto in voga, punta a guidare la mano del chirurgo verso risultati ottimali, stabiliti con l’aiuto di focus group e immagini modificate al computer. Ebbene, in base ai risultati – e in barba a bellezze celebri per la loro bocca come Monica Bellucci o Angelina Jolie – sembra proprio che le labbra femminili perfette siano simili a quelle di Alain Delon e Richard Burton. Infatti, secondo lo studio nella bocca ideale il labbro superiore ha un rapporto 1 a 2 con quello inferiore. Qualcosa di molto diverso rispetto alle labbra a canotto che imperano tra salotti e tv. Nel loro studio Brian J.F. Wong e colleghi dell’University of California a Irvine hanno usato i volti di donne occidentali, manipolando labbra femminili e parte inferiore del viso alla ricerca dell’effetto migliore, sottoponendo i risultati al giudizio di focus group. Ebbene, in generale le analisi hanno mostrato che è molto apprezzato un aumento del 53,5% della superficie rispetto all’immagine originale, e che l’ideale è rispettare un rapporto di 1 a 2 tra labbro superiore e inferiore. In generale, poi, la bocca di una donna deve occupare uno spazio preciso del terzo inferiore del viso. Alcuni di questi dettagli potranno sembrare un po’ tecnici, e la ricerca presenta dei limiti secondo gli stessi autori, dal momento che le alterazioni delle labbra femminili sono state effettuate al computer. Ma il messaggio ai chirurghi plastici è chiaro: “Noi sosteniamo la conservazione del rapporto naturale o il raggiungimento di un rapporto di 1 a 2 nelle procedure di aumento delle labbra, evitando il labbro superiore troppopieno che si vede spesso tra le celebrità”, conclude lo studio.