La spunta Trump: sugli F-35 si fa fare lo “sconto” di 738 milioni di dollari

Il Pentagono e la Lockheed Martin hanno annunciato un accordo per l’acquisto di un nuovo lotto di 90 caccia F-35, che riduce i costi per un totale di 728 milioni di dollari e porta il prezzo di ogni aereo sotto i 95 milioni per la prima volta. L’annuncio giunge dopo un mese di offensiva del presidente americano Donald Trump, anche a colpi di Twitter, per la riduzione dei costi. Tuttavia secondo gli analisti militari, il taglio del prezzo sarebbe avvenuto comunque. A dicembre Trump aveva twittato che gli F-35 erano troppo cari. Poi si era anche rivolto ai concorrenti della Boeing per vedere se c’era un’alternativa più economica. Lunedì il presidente americano ha sottolineato che il suo intervento aveva permesso un sostanzioso risparmio. E il portavoce della Lockheed Martin Bill Phelps ha voluto sottolineare come “il coinvolgimento personale del presidente Trump nel programma F-35 abbia permesso di accelerare i negoziati e di puntare il focus sulla riduzione del prezzo”.

L’intervento di Trump ha accelerato i negoziati 

Ma in realtà, ricorda il Washington Post, la Lockheed aveva già annunciato in passato la progressiva riduzione dei costi degli F-35, tanto che il bilancio dell’Air Force per il 2017 aveva già preventivato una riduzione di 10 milioni per aereo. Il generale Chris Bogdan, responsabile del programma per il Pentagono, aveva già detto il 15 dicembre (prima del tweet di Trump) di aspettarsi un taglio dei costi fra il 6 e il 7%. L’accordo appena annunciato li taglia del 7,3%. Secondo Mackenzie Eaglen, analista militare del think tank conservatore American Enterprise Institute, la riduzione è al tempo stesso “sostanziale e attesa”. A suo parere l’intervento di Trump ha probabilmente accelerato i negoziati, ma la riduzione era già prevista. “La compagnia lo lascerà credere che ciò è dovuto al suo intervento… non hanno ragione di fare diversamente”, ha detto.