La rivolta nelle banlieue di Parigi aiuta il Front National di Marine Le Pen?

Come se ad avvelenare la campagna delle presidenziali francesi non bastasse l’inchiesta su Francois Fillon (i cui avvocati ne hanno contestato ieri la legalità), sul prossimo appuntamento elettorale si allunga anche l’ombra di una possibile, nuova rivolta nelle “banlieues”. La tensione a Aulnay-sousBois e in molte periferie delle città francesi – soprattutto quelle della cintura Nord di Parigi – si è nuovamente alzata ieri mattina. Quando indiscrezioni della stampa hanno rivelato che secondo i primi risultati dell’indagine interna condotta dagli ispettori della polizia, la sodomizzazione di Theo – avvenuta una settimana fa appunto a Aulnay, durante il fermo del ragazzo di colore di 22 anni – non sarebbe volontaria. La penetrazione per dieci centimetri con un manganello nell’ano del giovane sarebbe insomma un «terribile incidente», si legge su “Il Sole 24 Ore”.
 
Le conseguenze sul piano sociale e dell’ordine pubblico
 
Basti dire che appena si è diffusa la notizia, a Aulnay sono state bruciate due auto. In pieno giorno. Non era mai accaduto. Un episodio che alimenta i timori di una nuova notte, sarebbe la sesta, di proteste e di violenze. Le quali potrebbero rapidamente estendersi. Già nella notte tra mercoledì e giovedì, incidenti si sono verificati in molti quartieri “ghetto” della Seine-Saint-Denis, il dipartimento a ridosso della capitale. A Sevran, Montefermeil, Villepinte. A Clichy, da dov’era partita la rivolta del 2005. A Trembley, dov’è stato attaccato un commissariato con bottiglie molotov. Ma anche a Rennes e Nantes, Mentre manifestazioni spontanee si registrano a Parigi, nella zona di Menilmontant. E per sabato è prevista una protesta davanti al Tribunale di Bobigny. Due giorni fa, cosciente della gravita della situazione, il presidente Francois Hollande era andato a trovare Theo nell’ospedale dov’è stato ricoverato, esprimendogli comprensione e solidarietà. Il premier Bernard Cazeneuve aveva promesso la massima «fermezza». Lo stesso Theo e la sua famiglia avevano invitato alla calma. E in effetti, almeno a Aulnay, il clima si era relativamente rasserenato.
 
L’abbisso tra i giovani e la polizia
 
Ora l’orientamento dell’ispettorato della polizia potrebbe riaccendere la miccia della rivolta. In quartieri a maggioranza maghrebina dove la disoccupazione giovanile non è mai stata così elevata (d’altronde se ti chiami Hamed e sei nato a Clichy non ti convocano neppure ai colloqui di assunzione) e dove un abisso, apparentemente incolmabile, separa ormai i ragazzi e la polizia (le statistiche dicono peraltro che se non sei bianco hai venti possibilità m più di essere fermato e controllato). Il clima successivo agli attentati e le infuocate dichiarazioni del Front National – che veleggia al primo posto nei sondaggi sul primo turno delle presidenziali – non hanno fatto che aggravare questa situazione.