La Libia ormai è una terra senza legge: scontri senza fine, Onu impotente

È di otto morti il bilancio degli scontri scoppiati ieri sera ad Abu Salim, a Tripoli, tra la milizia guidata da Abdul Ghani al-Kikli (noto anche con il nome di Ghneiwa), fedele al consiglio presidenziale sostenuto dall’Onu, e gli uomini di Salah al-Burki, ritenuti vicini all’ex premier islamista Khalifa Ghwell. Lo ha riferito il sito di Libya Herald, citando testimoni che raccontano di carri armati nelle strade e dell’utilizzo di armi pesanti. Non è chiaro il motivo dello scontro tra le due milizie, che si erano fronteggiate nello stesso quartiere anche un paio di settimane fa. Secondo il sito, tuttavia, sembra che le forze fedeli ad al-Burki stiano tentando di cacciare dalla zona gli uomini di Ghneiwa. Altre fonti sostengono che alla base ci sia uno scambio di ostaggi non andato a buon fine. “È l’inferno. Le esplosioni sono molti forti. Sono con mia moglie e i miei figli in una stanza relativamente sicura della nostra casa”, ha raccontato a Libya Herald Kamal, un abitante di Abu Salim. Alcuni abitanti del quartiere hanno tentato di lasciare la zona. La Mezzaluna Rossa libica giudica pericolosi gli spostamenti in questa fase e ha invitato i residenti a rimanere nelle proprie abitazioni. Intanto sembra che alcuni anziani di Tarhouna, città 65 km a sud-est di Tripoli, stiano portando avanti un tentativo di mediazione tra le due fazioni.

Altri scontri in Libia tra le varie fazioni

Intanto si apprende che le autorità che controllano l’est della Libia hanno imposto una stretta sui viaggi all’estero di uomini e donne di età compresa tra i 18 e i 45 anni. Secondo quanto annunciato del generale Abdul Razzaq al-Nazhuri, responsabile militare della Libia orientale e comandante dell’Operazione Dignità, per lasciare il Paese sarà necessario un nulla osta di sicurezza personale. “Gli uomini e le donne della Libia tra i 18 e 45 anni non possono lasciare il Paese senza un nulla osta di sicurezza rilasciato dalle autorità competenti”, ha dichiarato il generale. L’obiettivo del provvedimento, ha spiegato, è “mettere in atto le disposizioni necessarie per affrontare i pericoli provenienti dall’estero che minacciano la sicurezza nazionale” e non danneggiare i diritti dei libici. I permessi saranno rilasciati dai servizi di intelligence. Lo stesso generale nei giorni scorsi aveva annunciato un altro controverso divieto che proibiva alle donne con meno di 60 anni di recarsi all’estero se non in compagnia di un parente di sesso maschile. Il provvedimento, che aveva scatenato veementi reazioni nella società civile e anche nel Parlamento di Tobruk, al quale al-Nazhuri è legato, era stato ritirato dopo poche ore.