La banda degli ex militari serbi che hanno rapinato in tutto il mondo (video)

La Polizia di Milano ha individuato recentemente gli autori della rapina milionaria del 21 settembre scorso alla gioielleria Eleuteri di via Sant’Andrea, nel quadrilatero della moda. Si tratta di due cittadini serbi, I.U. di anni 30 e A.S. di anni 29. Dall’attività investigativa, condotta dalla Squadra Mobile di Milano, è emerso che i due operavano con modalità analoghe a quelle della Pink Panthers Gang, ovvero un gruppo di rapinatori che ha colpito gioiellerie delle maggiori città del mondo. Sembrava che la banda non esistesse più ma evidentemente c’è un ricambio generazionale anche tra di loro. Sì, perché questa banda è nata nel 1993 e ha continuato ad operare fino ad ora, compiendo circa 400 rapine per un totale di 300 milioni di euro – ma c’è che dice siano molti di più – di bottino. A quanto si sa, si tratta di ex militari serbi, arruolati nelle forze speciali e combattenti durante le guerre dei Balcani. Nella banda ci sono, o c’erano, circa 200 persone, l‘Interpol la ha definita la banda criminale più potente e meglio organizzata del mondo. Sempre l’Interpol l’ha chiamata così, dopo una rapina alla gioielleria Myfair di Londra, dove la banda rubò un diamante del valore di mezzo milione di sterline nascondendolo in un barattolo di crema per il viso, come si vede nel film Il ritorno della Pantera rosa. Alla banda piacque il soprannome, tanto che nella loro rapina successiva, a Zurigo, indossarono magliette rosa. L’ardita gang ha agito in tutto il mondo: con azioni rapidissime, inaspettate, organizzate militarmente, ha colpito a Dubai, nella celebre rapina delle Audi, in Svizzera, in Giappone, dove si impossessò di uno dei diamanti più grandi del mondo, in Francia, in Liechtenstein, in Germania, in Lussemburgo, in Spagna, dove però alcuni componenti della banda sono stati arrestati, a Montecarlo, negli Stati Uniti, in Danimarca, in Italia.

La Pink panther gang è organizzata perfettamente

La banda è strutturata come si vede solo nei film: i componenti, provenienti da Serbia, Montenegro, Croazia e Bosnia, ma tutti di etnìa serba, parlano fluentemente diverse lingue, hanno le attrezzature militari più sofisticate che esistano, hanno passaporti di tutti i Paese e una maniacale attenzione per il dettaglio: ad esempio, nella lussuosa località di Biarritz, verniciarono una panchina di fronte alla gioielleria per impedire che qualcuno ci si potesse sedere. A Saint-Tropez, invece, dopo la rapina, fuggirono su un veloce motoscafo mentre la polizia rimaneva imbottigliata nel traffico. A Parigi rapinarono la gioielleria Winston travestiti da donne, mentre in Spagna fecero saltare un muro mentre erano in corso i fuochi d’artificio. La rapina più fruttuosa sembra sia stata quella del 2013 nell’Hotel Carlton di Cannes, dove la banda portò via gioielli destinati a una nmostra per 136 milioni di dollari. Inoltre nei loro rifugi è stata trovata ogni attrezzatura per il travisamento: occhiali, maschere, parrucche, baffi, completi da trucco. Va detto che nei loro Paesi di origine, i membri della banda sono venerati come nuovi Robin Hood, perché rapinano solo negozi di lusso ma soprattutto perché le loro azioni sembrano essere una risposta violenta alle sanzioni delle Nazioni Unite alla Serbia e ai bombardamenti sulle città serbe. Vi sono poi, oltre ai colpi accertati, quelli di cui non si conoscono gli autori: i Pink Panthers ad esempio sono sospettati del raid al Festival di Cannes del 2013 dove furono rubati qualcosa come cento milioni di euro di gioielli oppure agli assalti a diversi furgoni portavalori eseguiti con tecnica militare ed armi pesanti. La rapina di Cannes durò meno di 30 secondi. C’è anche una serie tv che li celebra, The last Panthers. Secondo l’Interpol, nonostante i numerosi arresti degli ultimi anni e le dure condanne, la gang è ancora attiva e sta preparando un’altra generazione di rapinatori. In oltre venti anni di attività si pensa che il nucleo direttivo sia formato da 20 o 30 elementi, ma che nella manovalanza siano passate addirittura 800 uomini. L’Interpol sospetta che la loro base sia in Montenegro, che non ha trattati di estradizione. Il fondatore della banda si chiama Dragan Mikic e fu arrestato in Francia nel 2003, ma due anni dopo fu protagonista di una clamorosa evasione dopo che i suoi complici sfondarono il muro del carcere con un camion e bloccarono le giardue in torretta con una pioggia di raffiche di mitra. Ci sono anche donne nella banda: una di queste, Olivera Cirkovic scappò qualche anno fa da un carcere di massima sicurezza greco e non fu più ritrovata. Invece è ancora in carcere in Spagna uno degli ultimi capi della banda, Borko Ilincic. Infine, uno dei leader della gang, Mitar, Marjanovic, fu arrestato nel marzo 2012 a Roma. Un’ultima annotazione: per quanto risulta, non hanno mai ucciso nessuno.