La crisi di nervi dei 5 Stelle, costretti a difendere l’indifendibile

Il Movimento 5 Stelle sta passando una grave crisi, ha con sé il 28% dell’elettorato italiano senza avere una linea politica decisa e ben delineata, il “Capo” Beppe Grillo recentemente si è reso noto alla stampa per la decisione di passare nel gruppo europarlamentare Alde (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa) un gruppo politicamente di centro, liberale e pro euro, venendo dall’Efdd (Europa della Libertà e della Democrazia Diretta) gruppo noto per il suo euroscetticismo con a capo Nigel Farage, un bel paradosso per i pentastellati, in sostanza i 5 stelle sono pro o contro l’euro? Possiamo dedurre che non lo sanno neanche loro,dopo il tentativo di cambio di “cattedra” negato da Guy Verhofstadt presidente dell’ Alde, i 5 stelle sono stati costretti a tornare su i propri passi da Farage che stizzito avrebbe chiesto le dimissioni del pentastellato David Borrelli (copresidente dell’ Efdd) e dei vari funzionari della trattativa per l’adesione all’Alde, quindi possiamo dire che per un giorno i grillini sono stati pro euro? Non si sa, di certo ora i 5 Stelle hanno altre “gatte da pelare”, ogni giorno la sindaca Raggi e Co. Si rendono noti ai media per diversi episodi e faccende poco chiare, il caso Marra, le dimissioni della Muraro, le polizze regalate da Romeo, le varie nomine “forzate” degli assessori; sì, forzate perché la sindaca non potrai mai essere forte nel suo ruolo ed è quello che servirebbe alla città di Roma, ogni decisione deve passare ai vertici del movimento creando cosi una specie di burocrazia partitica. Questa poca chiarezza la devono subire anche gli stessi elettori del Movimento 5 Stelle che ogni giorno si ritrovano con nuove indecenze e nuove linee di partito, per avere il 28% circa dell’elettorato in Italia sembrerebbe che basti solamente gridare onestà e ladri facendo vedere di essere grandi risparmiatori, ma con l’avvicinarsi delle elezioni politiche del 2018 (si spera prima) i 5 Stelle saranno costretti a fornire idee chiare e precise ai propri elettori schierandosi favorevoli o contrari su i temi più caldi delle prossime elezioni, che saranno quasi sicuramente, grazie anche a Trump e alla Brexit, l’ uscita dalla UE, la sovranità monetaria e l’immigrazione incontrollata; forse solo sotto elezioni capiremo le vere intenzioni dei pentastellati.