La “cosa” di D’Alema può aspirare all’8%. Nel Pd Renzi vince su tutti

Quanto vale elettoralmente un partito collegato a Massimo D’Alema? Sono state fatte varie ipotesi, tra cui quella pubblicata oggi dal Corriere sulla base di un sondaggio che viene commentato e spiegato da Nando Pagnoncelli. 

D’Alema con un suo partito avrebbe l’8%

 “Le stime – avverte Pagnoncelli –  sono complesse. Si tratta di una forza non ancora nata, di cui semplicemente si ipotizza la presenza. Indubbiamente essa ha una buona attrattività anche se, secondo i nostri dati, non nella misura che qualcuno ha indicato. Infatti la stima di voto evidenzia come ci sia un bacino già acquisito che si aggira intorno a poco meno del 4% del totale degli elettori, grosso modo una cifra vicina al 6% sui voti validi. A questo bacino acquisito, ovvero elettori che sono convinti di votare per questa nuova formazione, va aggiunto un altro gruppo di elettori potenziali, ovvero molto vicini alla lista, ma ancora indecisi. Un gruppo che vale poco meno di due punti sul totale degli elettori, circa tre sui voti validi. Complessivamente quindi si tratta di una lista che potrebbe arrivare, allo stato attuale, tra l’8 e il 9% dei voti validi“.

Come vota la sinistra alle primarie

Pagnoncelli ha sondato anche le intenzioni di voto a sinistra per le primarie e la leadership di Renzi non sembra essere messa in discussione: raggiunge infatti il 59% dei voti in tutta l’area complessiva del centrosinistra mentre tra i soli elettori del Pd “l’ex premier arriva al 67%, con Emiliano al 10%, Rossi all’8% e Speranza solo al 2%. Sono le misure raggiunte nel 2013, quando l’attuale segretario ottenne circa il 68% dei voti contro due competitor collocati anch’essi a sinistra (Cuperlo e Civati)”.