La “caccia alle streghe” non c’entra, i Rosenberg erano davvero colpevoli

l’11 febbraio del 1952 il presidente americano Dwight Eisenhower rifiutava di concedere la grazia ai coniugi Rosenberg, rendendo così inevitabile la loro esecuzione. Il caso di Julius ed Ethel Rosenberg, i coniugi americani condannati a morte per spionaggio nel 1951 e uccisi nel 1953, per decenni scosse profondamente l’opinione pubblica mondiale, poiché per loro si mosse una campagna internazionale senza precedenti, cosa che non avveniva per gli altri “semplici” condannati a morte. E la campagna per i Rosenberg, accusati di aver venduto segreti nucleari all’Unione Sovietica subito dopo la guerra, fu indubbiamente orchestrata da Mosca, basti vedere chi chiese a gran voce la grazia: Bertold Brecht, Pablo Picasso, Frida Halo, Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir e altri mostri sacri del gotha comunista dell’epoca. Questo metodo, se allora non sortì effetti, se non quello di instillare una falsa convinzione di innocenza dei due nell’opinione pubblica mondiale, è stato reiterato nei decenni successi: gli intellettuali di sinistra firmano manifesti ogniqualvolta un loro sodale è accusato di qualcosa. Ricordiamo in Italia le campagne per la liberazione di assassini conclamati, ma il discorso ci potrerebbe troppo lontano. Per riassumere i fatti, Julius Rosenberg era un ingegnere newyorkese, assoduo e convinto aderente alla Lega dei comunisti, che era sposato con Ethel Greenglass, conosciuta nella sede del suddetto partito. È probabile che la vendita dei segreti all’Urss fosse fatta più per convinzione che per denaro, almeno per loro due. Accadde che dopo la guerra solo gli Stati Uniti al mondo possedevano la bomba atomica. Quando, nel 1949, l’Urss effettuò il suo primo test di un ordigno nucleare, a molti parve strano, tanto più che secondo gli scienziati americani l’Urss nel 1945 era ancora molto lontano dall’obiettivo. L’intelleigence si mise al lavoro in modo serrato, e dopo alcuni mesi di indagini intense, fu arrestato il fratello della moglie di Rosenberg, David Greenglass, sergente dell’esercito che lavorava a Los Alamos, il celebre centro di ricerche dove fu sviluppata la prima bomba atomica. Costrui però non fu condannato a morte: scontò solo dieci anni, e accusò la sorella e il cognato di fare parte di una cellula di spie al soldo dei sovietici. I riscontri dettero esito favorevole, così come le testimonianze, e per i coniugi non ci fu nulla da fare. Furono condannati alla sedia elettrica dove l’esecuzione avvenne nel famoso penitenziario di Sing Sing.

I Rosenberg furono condannati alla sedia elettrica

È vero, si era in pieno maccartismo, la caccia alle streghe del senatore repubblicano (ma che in precedenza si era candidato coi democratici) del Wisconsin Joseph McCarthy era cominciata, ma questo, alla luce di quanto appreso anche negli ultimi anni, alla morte di Greenglass nel 2008, ad esempio, non ebbe ruolo nella condanna. Se molti comitati si formarono per salvare la vita ai due, era perché era la prima volta che due civili venivano condannati a morte negli Stati Uniti, e la cosa faceva una grande impressione. La dimostrazione che tutte le prove erano convincenti, fu nel fatto che il presidente americano Dwight Eisenhower respinse senza esitazioni ogni richiesta di grazia, da chiunque provenisse. Né va dimenticato che si era appena uscita da una guerra devastante e non si voleva ricominciarne subiti un’altra, che sarebbe stata più devastante ancora, perché spie avevano fornito al nemico segreti militari importantissimi. Non era priva di fondamento l’obiezione della difesa secondo cui la pena di morte per spionaggio è consentita solo in tempo di guerra, ma l’accusa replicò che i reati erano stati commessi durante la guerra. Per anni una battaglia mediatica e legale fu condotta dai figli dei Rosenberg, ma quando David Greenglasse raccontò a un giornalista che l’aveva scovato nel suo domicilio sotto protezione che loro erano tutti facenti parte di una cellula spionistica, si convinsero anche loro. Nel 2008 un altro attivista comunista coinvolto nel processo, Martin Sobell, confessò che facevano parte della stessa cellula. Sembra però che quanto trasmesso dai coniugi Rosenberg non fosse di fondamentale importanza tecnica, ma questa non è una scusante perché loro non lo sapevano. Per la cronaca, ricordiamo che se l’Urss riuscì ad avere la bomba atomica e anche quella all’idrogeno, fu grazie a un’altra spia, Klaus Emil Jules Fuchs, uno scienziato tedesco naturalizzato inglese, che fornì alla Russia comunista segreti di fondamentale importanza. Arrestato dagli inglesi nel 1950, scontò alcuni anni di prigione e poi si rifugiò in  Germania Est.