Israele, la leva militare fa litigare gli ebrei: arrestati 50 ultraortodossi

Ebrei contro ebrei a Gerusalemme. Una notizia decisamente insolita per chi è da decenni abituato a ricevere da quella turbolenta parte del mondo voci, suoni e immagini di un conflitto infinito con i palestinesi da un lato e gli israeliani dall’altro. Ora invece le manifestazioni di protesta, sfociate anche in episodi di violenza, vedono protagonisti solo ebrei in un “derby” che ha visto da una parte le forze di polizia e dall’altro giovani ultraortossi scesi in piazza in segno di protesta contro l’arresto di un loro correligionario per obiezione di coscienza.

Manifestazioni in tutto il Paese

Le proteste si sono diffuse in tutto il territorio nazionale. A Gerusalemme è finito con i giovani ultraortossi che lanciavano pietre sui poliziotti in un’inedita intifada tutta israeliana. Pesante il bilancio degli scontri con 50 ebrei ultraortodossi arrestati. In Israele, il tema della leva militare sta diventando un problema molto serio per il governo di Tel Aviv. La legge attuale fissa in tre anni il servizio militare per gli uomini israeliani e in due quello per le donne. Fino al 2014 gli ebrei ultra ortodossi erano esonerati dal servizio militare. Poi la Knesseth, il parlamento israeliano, ha approvato una legge che lo reso obbligatorio anche per loro. Da qui le proteste.

Sempre più giovani ebrei dicono “no” alla leva

E dire che di recente l’esercito, il governo israeliano ha a lungo valutato l’ipotesi di trasformare la leva militare obbligatoria in un servizio volontario. Un’ipotesi difficilmente realizzabile dal momento che da sempre l’esercito è il luogo dell’integrazione delle varie correnti migratorie. Non è un caso se siano state le stesse Forze della Difesa israeliane (Idf) a commissionare a Yuval Benziman, un ricercatore specializzato nell’analisi dei rapporti tra le forze armate e la società, uno studio in grado di analizzare il crescente malcontento dei giovani ebrei di fronte ad alcuni “difetti” della leva obbligatoria. Un malcontento probabilmente frutto della stanchezza provocata dall’infinito conflitto con i plaestinesi. Si spiega anche così la petizione in cui molti liceali di Gerusalemme hanno annunciato che rifiuteranno di prestare il servizio militare. In Israele – si legge nel documento – si è diffusa «un’atmosfera di violenza e di razzismo» mentre nei Territori l’esercito «attiva meccanismi di repressione sistematica contro i palestinesi». Quindi l’appello ai coetanei: «Osate rifiutarvi anche voi».