E intanto Trump fa un accordo con il canadese Trudeau, icona liberal

Licenziare, dopo neanche un mese di servizio, Michael Flynn, il consigliere perla sicurezza nazionale? È una decisione molto difficile per Donald Trump. Ieri il presidente degli Stati Uniti ha semplicemente ignorato la questione su Twitter. Poi, alle 14 (le 20 in Italia) si è presentato davanti ai giornalisti con il premier canadese Justin Trudeau, in visita a Washington. Alcuni reporter hanno gridato le domande su Flynn, ma Trump non li ha presi in considerazione, si legge su “il Corriere della Sera”.
 
Trump alle prese con il problema di Flynn
 
Secondo i giornali americani la posizione di Flynn sarebbe in bilico. Trump potrebbe sfiduciarlo, da un momento all’altro. Esiste, però, un’altra scuola di pensiero: il presidente cercherà di minimizzare il caso per non riaprire il tema più generale dei rapporti tra l’amministrazione Trump e il Cremlino. Poche certezze anche sul destino del bando temporaneo sui profughi e sui viaggiatori provenienti da sette Paesi musulmani: Iran, Iraq, Libia, Siria, Somalia, Sudan, Yemen. Pare perdere quota l’idea di proseguire la battaglia giudiziaria, dopo la netta bocciatura della Corte di San Francisco. È più probabile che lo staff dello Studio Ovale riscriva l’ordine esecutivo, cercando di superare le obiezioni di incostituzionalità sollevate contro una misura che discrimina, in base alla religione, i cittadini in arrivo negli Stati uniti.
 
Differenze di vedute sui profughi
 
Nella conferenza stampa congiunta con Trudeau, il presidente americano ha preferito parlare d’altro. Per esempio dei razzi nucleari della Corea del Nord: «Un grosso, grosso problema. Ce ne occuperemo con grande forza». Il premier ospite si è sforzato di valorizzare le aree di accordo su immigrazione e terrorismo, anche se, ha detto, «il Canada continua nella sua politica di apertura ai profughi». Trump lo ha ringraziato, affermando che il Canada è «un ottimo partner commerciale», non come il Messico. Poi Trump ha difeso le operazioni di polizia in corso in diverse città del Paese, con gli agenti di polizia a caccia di immigranti illegali. Più di 680 arresti finora. «Stiamo rintracciando i de linquenti, i trafficanti di droga. Stiamo mantenendo le promesse fatte in campagna elettorale: questa gente deve essere cacciata dagli Stati Uniti».