Inchiesta sul Fn, Le Pen dà forfait alla polizia: «Convocazione strumentale»

Non la volontà di ostacolare la giustizia, ma una forma di ribellione a «un’ingiustizia». Così l’avvocato di Marine Le Pen ha spiegato il rifiuto della leader del Front National di presentarsi davanti alla polizia, che l’aveva convocata nell’ambito dell’inchiesta, aperta a marzo 2015 dalla Procura di Parigi, su presunte assunzioni illecite degli assistenti del partito al Parlamento europeo.   

La stampa e quelle «fonti vicine all’indagine»

La notizia del “forfait” della Le Pen è stata data dall’agenzia di stampa Dpa, citando fonti vicine all’indagine. Era stato invece Le Monde a rivelare che la presidente del Fn, in corsa per le presidenziali, era stata convocata più o meno contemporaneamente alla sua assistente storica, Catherine Griset, poi incriminata e posta in stato di fermo insieme alla guardia del corpo della leader della destra francese, Thierry Legier, che in passato aveva prestato servizio di protezione al padre Jean-Marie.

Marine Le Pen «risponderà al momento giusto»

«Marine Le Pen risponderà al momento giusto» alla convocazione della polizia, ha fatto sapere il suo avvocato, Rodolphe Bosselut, spiegando che l’intenzione non è in alcun modo quella di ostacolare la giustizia. Madame Le Pen «si sta semplicemente opponendo a un’ingiustizia che le viene fatta: quella di aver organizzato artificialmente – ha ricordato l’avvocato – udienze in tempi ravvicinati due mesi prima delle elezioni, proprio in mezzo alla campagna presidenziale».