“Il Palazzo non si giri dall’altra parte”. Sit-in dei terremotati a Montecitorio

La situazione è ancora invivibile. I territori piegati dal terremoto di ottobre e di gennaio si sentono abbandonati dalle istituzione e reclamano il rispetto degli impegni presi dal governo mentre non si contano le frazioni ancora senza luce, riscaldamento e acqua. Per “svegliare” il palazzo e chiedere il rispetto degli interventi annunciati,  giovedì alle ore 10 davanti a Montecitorio si terrà un nuovo sit-in dei terremotati, più tardi alle ore 12 una delegazione verrà ricevuta a Palazzo Madama dal presidente del Senato Pietro Grasso per accendere i riflettori sulla situazione post terremoto.

Terremotati a Montecitorio 

“Scenderanno” a Roma i rappresentati delle popolazioni coinvolte nel terremoto dello scorso ottobre del versante umbro-marchigiano. In piazza anche rappresentanti di Lazio e Abruzzo per “proseguire insieme il percorso intrapreso lo scorso 25 gennaio quando una delegazione è stata ricevuta in Parlamento”, spiegano i promotori dell’iniziativa.

Una delegazione verrà ricevuta da Grasso

Particolarmente importante, si spera decisivo, l’incontro con la seconda carica dello Stato. “Saremo ricevuti dal presidente Grasso – spiegano gli organizzatori – per sollecitare un intervento deciso e il rispetto degli aiuti promessi finora non mantenuti. La situazione è attualmente gravissima, anche se le telecamere dei media sono spesso puntate altrove”. Al tavolo del presidente verrà presentata una piattaforma di richieste tra le quali: lo  snellimento delle procedure burocratiche; l’analisi accurata dei danni; l’istituzione di un canale preferenziale per i fondi della ricostruzione, l’attuazione del decreto per i contributi alle famiglie e alle imprese  sul modello degli interventi per i terremoti del 1997 e  del 2009;  l’introduzione della No tax area; la defiscalizzazione delle imprese; maggiori poteri ai sindaci e  la gestione diretta dei fondi a livello comunale. Infine viene chiesta l’assegnazione immediata dei moduli abitativi e la tutela “concreta” degli allevatori e degli agricoltori messi in ginocchio dal sisma.