Il M5S nei guai anche in casa: a Genova «devastato» da faide e uscite

Nuovi guai, stavolta in Liguria, per il M5S. I grillini si spaccano anche qui e sono costretti a registrare l’addio del consigliere regionale Francesco Battistini, che se ne è andato denunciando in aula mali che si sono visti anche in altri territori: dall’esistenza di «cerchi magici» alle «deroghe» alle regole interne, fino all’idea che l’onestà sia «diventata uno slogan vuoto, demagogico e strumentale».

Il gruppo regionale del M5S perde pezzi

Battistini, che ha annunciato la sua autosospensione in apertura di consiglio regionale, si è iscritto al gruppo misto. Il gruppo del M5S, quindi, passa da 6 a 5 componenti. «Non posso davvero continuare a chiedere scusa per gli atteggiamenti, le mancanze, la superficialità e l’arroganza di altri. Dunque, mi chiedo se è questa l’onestà che gridiamo nelle piazze? O forse anche l’onestà è diventata uno slogan vuoto, demagogico e strumentale?». Il consigliere ligure poi ha affrontato il tema della selezione dei candidati del Movimento alle prossime amministrative, ponendo questioni di metodo, che – è la denuncia – negano quello che avrebbe dovuto essere lo spirito dell’esperienza grillina.

La critica a Grillo e al “metodo Genova”

Per Battistini si registrano «una selva di deroghe, date e non date, a seconda delle simpatie e delle convenienze dei “cerchi magici”, spesso in aperta violazione dei principi fondanti del Movimento» e «una conduzione verticistica, in Liguria, di una forza politica che aveva sempre fatto dell’orizzontalità e della partecipazione, libera e vera, un suo punto di forza». Ma Battistini non ha risparmiato neanche Beppe Grillo, al quale anzi ha rivolto una critica diretta. «Noi siamo passati dall’avere un megafono, una persona che per il suo carisma andava a portare fuori i temi elaborati dalla base e li amplificava all’esterno, ad avere un capo politico. Siamo passati ad avere un vertice e poi una base devastata. Il “metodo Genova” – ha concluso il consigliere regionale – significa avere una base devastata che non sceglie più i propri rappresentanti».

Le faide finiscono in un post sul blog

L’uscita di Battistini si registra nello stesso giorno in cui sul blog di Grillo compare un post contro Maurizio Boccardo, un animatore dei MeetUp cittadini del quale ora viene detto che «non è un portavoce del MoVimento 5 Stelle e non parla a suo nome». «Si invitano i giornalisti sul territorio di Genova (e anche in generale in Italia) a non spacciare come tali singoli non eletti, che non esprimono la posizione del MoVimento, ma sono usati strumentalmente da chi sta promuovendo altre liste», prosegue il blog. Anche in questo caso il problema è la formazione delle liste per le amministrative: il nome di Boccardo è rimbalzato sulla stampa locale per un appello di attivisti del Movimento contro la selezione del candidato sindaco e del metodo delle “liste bloccate” sposato dai 5 Stelle. Questo, almeno, stando all’accusa dei militanti dissidenti che stanno facendo girare l’appello.